Il momento in cui ci si abitua alle bugie è il momento in cui si diventa feticisti della verità. La si vuole tutta per sé e agli altri non si riservano che menzogne, si sta maggiormente in silenzio per cercare di capire il significato dei silenzi altrui e le parole vengono usate per insinuare, non più per comunicare.
Il momento in cui si brama la verità, la verità che vogliamo, non già la verità per come essa è davvero, è il momento in cui la si perde definitivamente, perché essa non può palesarsi a chi la cerca in maniera bipolare e ad essa aspira, ma con le proprie azioni la evita e cerca di ri-costruirla e, nel contempo, la distrugge .
Il momento in cui si è soli e non si ha né da nascondere né da cercare alcunchè è il momento in cui si può sinceramente ammettere quanto siano dannosi il cercare e il nascondere, per l’impoverimento che apportano al momento in cui si è soli.
già…verissimo. Io ci pensio sempre. Insomma..vogliamo sempre la verità che crediamo, noi. ma allora quella li è la nostra. MIca la vera verità. Ma esiste la vera verità? Quella che è come è. Insomma…
la costruiamo noi? si può non farlo e ammetterla e basta?
Dio che impiccio..
A me sta cosa della verità mi fa così. Questo effetto qui. Di ingarbugliamento totale. I cubi di rubik, che appunto, non si fniscono mai.
Sì, ma infatti, credo che certi post siano dovuti ai miei periodi di insonnia adolescenziale, quando accendevo la tv e, a seconda dell’orario, ingannavo il tempo prendendo in giro Marzullo o cercando di interpretare i monologhi fuori sincrono di Ghezzi – ecco, è stato allora che il mio cervello ha scoperto le gioie delle masturbazioni mentali.
i monologhi di Ghezzi!!
Meraviglia.
Io lo faccio anche ora. sto li e mi intrippo.
Che poi credevo che l’età mitigasse la pratica, invece la peggiora.
So problemi.
“sto lì e mi intrippo”
ecco per questa semplice ammissione potresti diventare la mia migliore amica. I monologhi di Ghezzi vengono sempre tirati in ballo dai miei conoscenti a riprova della mia sociopatia.
ahaha
lo so. Lo fanno. I conoscenti. A testimonianza di codeste maldestre, visionarie, poetiche forme di sociopatia.
Perchè è poesia!
Poi glielo spieghiamo è.
ciao amica