Non ho scritto per un po’ di giorni, ma qui c’è una cosa mia.
(Eh sì, a volte mi vengono fuori anche pezzi mediamente allegri; solo che, essendo Altro rispetto all’umore generale del blog, si sentono maggiormente a proprio agio se vengono pubblicati altrove.)
ti ho letta anche di là
Grazie, vagnona – fedelissima lettrice dal 2007
ci ho provato Fg, ma da questo vetusto luogo lavorativo mi esce una spaesante pagina bianca…
molto easy e anche un po schic, ma io volevo leggere il tuo adagio allegro
da casa è.
Pagina bianca? Sì, mi piace il minimalismo, ma ti giuro che un po’ avevo scritto
còre de casa pure dillà.
intanto davvero assurdo che io sono giorni che penso a me che ripetevo il candid che da ragazzetta stavo in fisssa..e vabbè. E infatti.
Ma poi piaciuto mi è . Uh, ma quanto quanto.. E mi è venuto anche un certo magone a ripensarmi in camera, con le finestre spalancate, seduta sul gradino del terrazzo, fra i vasi a nascondere le sigarette spente e a cantare Polly a squarcia gola per l’immensa gioia dei vicni. Credo di aver consumato nevermind come pochi altri.
Ogni volta che penso all’adolescenza (alla mia, ovvio), mi vengono in mente sempre momenti di solitudine (tipo fumare di nascosto sul terrazzo) che poi in adolescenza la solitudine è, allo stesso tempo, terribile e sublime. Così come lo è certa musica se non la riascolti da anni perché hai paura dei magoni che potrà scatenare.
Il candide, invece, mi fece beccare un 5 in francese e io ero di quelle che non accettano critiche riguardo alle proprie (sicuramente opinabili) interpretazioni letterarie. Un carattere di merda anche allora.
te credo. La solitudine dico. Quella terribile sublime allo stesso tempo.
Uh, che ricordi. Milioni di sigarette spente nella terra della cycas di mia madre. Che infatti quando l’ha svasata ha preso paura.
carattere di merda?
Ne so qualcosa. Pare.