Non si sa mai esattamente quanto spazio si occupi nella vita della gente.
(Francis Scott Fitzgerald)
• Sei in riva al mare e non pensi a niente, a niente niente. Neanche al fatto di non pensare a niente. Lo realizzi dopo due ore, di non aver pensato niente, in riva al mare, col sole del pomeriggio e le sue prevedibili carezze. E tutto questo lascia in vita la speranza di un Altrove tutto per te.
• Alcune persone ti mancano ancora, quando arriva questo periodo e avresti voglia di averle vicine, di chiamarle per andare insieme a non fare niente . E poi, riascolti questa e capisci che è tutto come previsto e la prevedibilità cura malinconie, tristezze, aritmie e tutti gli altri moti d’animo.
• Capisci che quando si ascrive a certi mali la proprietà di “uccidere progressivamente” non ci si riferisce ad una morte propriamente fisica. Più che altro è come se sulle persone venisse steso un velo che diventa man mano più spesso rendendo invisibile ciò che copre. Il divario tra la persona un tempo sana e la persona attualmente malata è il luogo in cui risiede quella morte progressiva, pensi alla fine, quando non vedi più la persona, ma ne intuisci solo i contorni.
• Gli occhi aperti sott’acqua ne L’Atalante. Surreale, naïf e per nulla patetico. Come dovrebbero essere le relazioni, quelle vere.
• Che dimostri tipo sedici anni, ecco cosa continuano a ripeterti tutti. Cosa che ti tira un po’ su di morale, anche se non lo ammetti, considerando quanto ti sei sentita vecchia, dopo l’ultima corsa: il cuore che cercava di spruzzare via dalle dita e anche il fiato andava e veniva, mentre ridevi per la posizione sciancata nella quale avevi deciso di cercare le energie per rientrare in casa.