L'uomo delle crepes

Ne vedo di tutti i colori, dal mio carretto. Famigliole felici dotate di bambini dotati di palloncini dotati di laccetto per polso, coppie in amore e coppie alla deriva, desolanti solitudini che cercano di affondare la disperazione nel mare di dolcezza col quale inondo le loro squallide esistenze. Ne vedo davvero di tutti i colori, il tutto sarà forse enfatizzato dalla luce dei lampioni che s’infrange contro il raffinato pavimento da "cittadina di classe", pavimento che ospita scarpe e scarpette di poveri idioti venuti da lontano. Non sarebbe un disagio per me essere cieco in questo insignificante punto della terra, è tutto così piccolo e provinciale, una città puttana che si vende facilmente al più ricco. Ma, mentre gli altri sorridono perchè di domenica a passeggio non si può fare altro, io sorrido perché ne ho semplicemente voglia e non intendo dimostrare agli altri quanto sono felice; sorrido perché non ho alcun motivo per piangere; sorrido e, senza alcun motivo, sento di fare la cosa più giusta.
Sono il regista che dirige inconsapevoli e naturalissimi attori, sono lo sguardo dietro una videocamera invisibile che archivia immagini, scene, di struggente bellezza; sento di essere la totalità, ma per gli altri rimango solo un viso guardato per un attimo per caso, né più né meno di un manifesto di propaganda politica. Sono qui e qui resterò a guardare il susseguirsi, l’accalcarsi di vuote figure in un mare invisibile e travolegente che ci accomuna come compagni di sventura. Ne sono consapevole e per questo continuo a sorridere.   

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15 thoughts on “L'uomo delle crepes

  1. thatfaintingthing ha detto:

    atterro qui.
    lo faccio apposta. qui è silenzioso.
    vado all’origine delle parole per vedere quelle scritte all’inizio. quelle prima de mestiere, quelle prima di sapere chi ti legge. e trovo l’omino delle crepes che osserva. e nel momento in cui atterro si gira e guarda me.
    è da un po’ che non passa gente, dico.
    da un po’, si.
    che ne è delle famigliole coi bimbi?
    andate. cresciuti. ora si litigano l’iphone di mamma.
    e le coppie in amore? e le coppie alla deriva?
    qualcuna tiene. molti si sono innamorati della deriva e restano insieme per questo.
    e allora perché, quel sorriso, perché.
    la bellezza. è rimasta.

    • FrancesGlass ha detto:

      È bello sapere che i personaggi dei vecchi post siano sempre ospitali coi nuovi lettori.
      E io, bé, ricordavo l’uomo delle crepes, ma avevo assolutamente dimenticato quel suo sorriso e il modo in cui io lo guardai.Ho fatto un tuffo nel passato, per venire a risponderti 🙂

  2. thatfaintingthing ha detto:

    eppure ogni post è un inizio. anche il più lontano.
    e ogni post potrebbe essere l’inizio di una storia tutta sua.
    sarebbe bello tornare li, da quell’uomo e chiedergli.
    forse anche lui ha un blog e quel giorno ha postato di te.

    • FrancesGlass ha detto:

      sarebbe difficile trovarlo: è vero, la mia è una piccola città, ma lui ha cambiato lavoro e non vedo il suo carretto da anni.
      magari quel sorriso che colsi fu l’inizio della sua nuova vita, chissà.

  3. thatfaintingthing ha detto:

    lo riconosceresti, l’uomo delle crepes, se lo vedessi?
    il 12 agosto 2006 scrivesti di lui. oggi, dopo sei anni ne parli con me.
    la domanda più interessante è un’altra:
    l’uomo delle crepes, saprebbe riconoscere te?
    magari il sorriso con cui lo guardasti fu l’inizio della tua nuova vita, chissà. (tu sai.)

    • FrancesGlass ha detto:

      sono il tipo di persona che passerebbe inosservata anche agli occhi dei propri familiari. figuriamo l’uomo delle crepes.

      • thatfaintingthing ha detto:

        cito:
        “avevo assolutamente dimenticato quel suo sorriso e il modo in cui io lo guardai”
        “quel sorriso che colsi fu l’inizio della sua nuova vita, chissà.”
        “sono il tipo di persona che passerebbe inosservata anche agli occhi dei propri familiari.”
        e unisco i puntini:

        l’uomo delle crepes scomparve nel giugno del 2007.
        la cosa fu notata subito, visto che per lungo tempo aveva allietato le famiglie a passeggio nel centro della piccola città.
        In un posto come quello una notizia del genere divenne per qualche settimana l’unica notizia.
        la polizia condusse qualche indagine preliminare, poi, in assenza di un corpo, di testimoni nonché di una qualunque supposta arma di un supposto delitto, fermò le ricerche.
        e si pensò ad un espatrio forzato o ad una fuga d’amore.
        che non si può uccidere una persona in pieno centro, si disse.
        ci vorrebbe un sicario speciale, per un lavoro così. un sicario dall’aspetto così anonimo da esser capace di passare inosservato anche agli occhi dei propri familiari.
        ma non basta. dovrebbe anche avere sangue freddo. molto sangue freddo.
        dovrebbe essere uno di quelli capaci di guardare la vittima negli occhi e magari sorriderle, prima di spedirla a nuova vita.

        (ok, l’ho scritto. ora però temo per la mia vita)

    • FrancesGlass ha detto:

      Non temere per la tua vita.
      In fondo, ti sceglierei per scrivere un racconto a quattro mani. 🙂

  4. thatfaintingthing ha detto:

    bene.
    perché vedo cinque anni di pastafrolla, qui davanti.
    ancora cruda.
    e sembra proprio creta.

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