Tomorrow, wedding day!

Timidamente schiaccia il naso contro la vetrina di un negozio spocchioso e vistosamente lussuoso. Guarda oltre quei tappeti rossi di scarsa qualità. Osserrva un abito da sposa bianco, elaborato. E’ come se fosse completamente persa in pensieri proiettati al futuro. Non si volta neanche, al mio sguardo disgustato. E’ semplicemente appagata dall’osservare. Nessuna parola ben precisa. Mi viene in mente un mio vecchio resoconto…

"Today, wedding day

Sì, voglio sposarmi, da grande. Voglio essere bella, perchè magicamente anche le più racchie quando si sposano diventano irresistibili. Voglio avere un fotografo tutto per me, sentirmi importante, invitare gente alla mia festa che neanche conosco (voglio invitare anche quello zio ottantenne che quarant’anni fa si è traferito in Argentina!). Voglio elargire sorrisi, ballare canzoni stupide, salutare tutti come se mi avessero appena eletta presidente del consiglio. E poi, anocra, voglio distribuire bomboniere, ricevere regali che probabilmente si tramanderanno tutti incartati fino alla mia pronipote e infine voglio darmi al sesso sfrenato, come comanda la tradizione. Perchè se ti sposi devi (e nessun buon tradizionalista può sottrarsi a questa regola) aspettare la "prima notte di nozze" per godere un pò di più rispetto a quanto la vostra piccola seicento vi abbia mai consentito in questi quindici anni di fidanzamento.
E dopo tutto lo spasso, arrivano i doveri da brava mogliettina. Cucinare, fare pompini davanti alla tv, spazzare il pavimento e sfornare figli. Sì, è una vita interessante questa. Una prospettiva di vita appetibile, alla quale ormai non riesco più a sottrarmi.

Ci penso sempre. Ci penso persino ora, ora che questi due poveri scemi si baciano alla richiesta dei parenti allegretti. Che felicità! Che vita!
Assaggio la loro torta nuziale, mi viene un forte bisogno di rigurgitare queste sei ore di pasto e non lo so se è perchè la panna montata mi fa schifo o se tutta quest’atmosfera mi suggerisce che la risposta non è in quei vestiti pomposi.
Sputo il boccone in un fazzoletto. Mi toglo le scarpe e accarezzo i miei piedi femministi."

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