Listening to good words, thinking of my angry years


E’ ardua l’impresa di scrivere qualcosa riguardo ad uno spettacolo del genere: ti vesti nel tempo record di trenta secondi, con la chiara intenzione di arrivare puntuale, ti sei portato dietro il tuo quadernetto per catturare le sensazioni scaturite durante lo show e ti senti al massimo della lucidità e invece…invece no! Impossibile staccare gli occhi e le orecchie da quel palco perché la voce di Enrico Brizzi, il suo modo di scandire le parole così istericamente, e la musica dei Frida X, che accompagna, culla e a volte sovrasta il racconto, formano un flusso così denso dal quale è difficile liberarsi, una volta lasciatisi catturare.
La sedia è scomoda, al limite dell’insopportabile, quello schienale basso ti taglia in due il tronco, ma ora, ora non si fa notare granché. Un sorriso si è insinuato sul viso e poi man mano lamenta spazio, si allarga, fino a restare così dall’inizio alla fine. Non è una smorfia, né una paresi, ma è proprio la soddisfazione nell’inseguire quella narrazione e nel perdersi in quella perfetta sincornia di parole e note. E’ come se la tua lettura a voce alta, chiusa in camera, ora si sia fatta linguaggio universale e, mentre alcune scene sono proprio così come le avresti immaginate, altre, di soppiatto, ti sconvolgono per la loro imprevedibilità.
Siamo arrivati alla fine del viaggio, la musica ha un exploit, ma poi cessa definitivamente. Saluti e ringraziamenti vari. Ed Enrico è nel "camerino", un ambulatorio durante i feriali. Foto e opinioni e poi una sigaretta nella sana aria paesana di Novoli. E mentre si chiacchiera di luoghi, passioni per la musica e amici in comune, la sottoscritta vede sfrecciare il vecchio Alex in bicicletta, sente persino lo spostamento d’aria, ed è un pò come sentire quei malumori adolescenziali, repressi in quella calda estate, scivolare via in questo autunno che stenta ad arrivare.

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5 thoughts on “Listening to good words, thinking of my angry years

  1. TheLegs ha detto:

    Mi hai fatto venir voglia di esser lì in quel momento.

    Passato.

    Inarrivabile.

    Un peccato, davvero.

  2. TheLegs ha detto:

    Sai cos’è? Rivivere è una parola grossa.

    Non si possono rivivere i momenti passati, nel senso di “non sarà mai la stessa cosa”. In compenso si possono rivivere le situazioni con un nuovo sapore.

    Ad esempio, non potresti di certo fare lo stesso viaggio che hai fatto anni fa, ma potresti farne uno nuovo nello stesso posto e sentire il piacere di guardare il tutto con occhi diversi.

    Tutto questo è fantastico.

  3. Irrisolto ha detto:

    Un blog carino.
    Linko.

  4. utente anonimo ha detto:

    Sei invitato a piccolo dibattito su blog 🙂

    Maat

  5. utente anonimo ha detto:

    Posso chiedere un tuo intervento su una questione aperta sul mio blog?

    ^^
    Maat

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