Lo sai chi sei?

Dopo righe e righe spese a cercare di immaginarlo, l’ho visto, perfetto. Dietro una pila di giornali, giocava sbadatamente a carte e una volta alzati gli occhi ho capito che non poteva non essere lui. Il Maniaco nella prigione di carta. Era lì che continuava a fissarmi, facendo passare lo sguardo attraverso le sopracciglia, mentre il collega recuperava il mio giornale. Era uno sguardo consapevole e sfacciato che non stentava a rimanaere alzato neanche dopo miei ripetuti segnali di fastidio. Silenzio. L’ho visto solo io, per gli altri è trasparente. L’ho visto solo io, forse perché sono la sola a poter immaginare. L’ho visto solo io perché solo io lo conosco e forse neanche lui riesce a vedersi tanto niditamente.

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2 thoughts on “Lo sai chi sei?

  1. TheLegs ha detto:

    Boh sì.
    In realtà mi frullava questa serie di parole in testa da mezza giornata.

    Una di quelle ispirazioni della serie: “devo farlo, anche se non ha senso”. In realtà un senso, come sempre, c’è. Ma, come spesso accade, è disperso irrecuperabilmente da un velo di entropia.

    Però è sempre bello vedere che ad ognuno ispira qualcosa. Ognuno cerca un senso, e cerca il proprio senso. E questo nuovo punto di vista a sua volta ispira me. Un meraviglioso circolo delle virtù.

  2. Comparsa ha detto:

    Le prigioni sanno essere ossessive. Soprattutto le cartacee.

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