Cold Media Down The Street

Va in onda la disperazione, urla patetiche dei dirimpettai mi disturbano mentre penso a quanto mi sarebbe piaciuto ballare sul violino di Stephane Grappelli. E’ tutto condensato in pochi attimi mentre lallazioni così familiari si mischiano a voci telefoniche vaghe ed immagini che è difficile riorganizzare mentalmente partendo da un monitor giallognolo.

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3 thoughts on “Cold Media Down The Street

  1. ingordo ha detto:

    Fatti il monitor nuovo, giovane….

  2. Comparsa ha detto:

    Le trasmissioni si trasformano in diaspore di sentimenti voluti.

  3. utente anonimo ha detto:

    Grappelli era un grande musicista, davvero. Ha avuto la fortuna di morire più che novantenne mentre ancora girava il mondo suonando, lui che avrà avuto vent’anni quando incideva con l’Hot Club De France e con Django. Averla tanta fortuna…

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