Don't wanna live and die here

Someone choose who’s left and who’s leaving

Partire o restare. Partire e restare. Partire.
Quando la voglia di partire diventa inarrestabile, ma l’incosciente e masochista necessità di restare è ancora impellente, la cosa più giusta da fare è ascoltare Left and Leaving. Si capisce che, effettivamente, si è già partiti al primo pensiero più serio che si rivolge alla possibilità di andare via. Nessuna scelta è indolore, non ci si fermerebbe tanto a pensare, altrimenti.
Quindi..partire.
E man mano forse riuscirò a collegare sempre più raramente le persone alle abitudini, i visi ai nomi, i nomi ai soprannomi. Ma il problema che assolutamente non si pone sarà quello di sintonizzare il mio animo con coloro che restano, che vorrei portare con me, ma che in ongi caso resteranno qui. E forse mi accorgerò di quanto sia tangibile la tristezza delle stazioni.
Restare.
Restare equivale a scegliere di vegetare comodamente su un divano conosciuto. Restare per paura, quando si ha voglia di partire, è da vili. E i vili meritano di essere insultati nei modi peggiori.
E allora. Vado via, per afferrare quello che voglio. Ma una parte di me la lascio qui, ad accarezzare manine morbide, visi familiari ed occhioni amici.  Il futuro sembra più vicino.

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6 thoughts on “Don't wanna live and die here

  1. s0phi3 ha detto:

    bhè forse non si resta sempre sempre per viltà. a volte si può decidere di restare anche per lealtà… 🙂

  2. ABS ha detto:

    Sììì, afferra quello che capita e fuggi!

  3. TheLegs ha detto:

    Brava, non paralizzarti.
    E sai bene cosa intendo 🙂

    PS: ebbene sì, nelle mie tornate da nottambulo ne approfitto per cambiar qualcosa di nascosto… se no poi capace che mi scopre qualcuno e mi becca giustappunto quando non ho proprio voglia di starlo a leggere (tu chiaramente sei esentata… anche perché ormai chi ti vede più? :P).

  4. Ubrys ha detto:

    Concordo.
    Ed infatti parto. Domani. Per tornare chissà quando, chissà perchè.
    Per le solite motivazioni. ” Perchè si ritorna sempre al Paese natio, ma restarci è da pazzi ” per – bignamare – un concetto di Pavese.

    Troppo complesso ed inutilmente aulico?
    Sono d’accordo.

    Ed infatti, malate, forse lo siamo entrambe.
    Era Johnny Depp.
    O almeno, tentavo.

    E pensa questo: tu lo guardavi alle 3 con il sonno addosso.
    Io, alle 3, mi ci fotografavo cosciente e felice di quanto.

    Che tu resti o parta, in bocca al lupo.

  5. Ubrys ha detto:

    Le mattie degeneranti sono divertenti.
    La gente non pensa mai che potrebbe trovarti peggio di così 😛

  6. conformeachi ha detto:

    da aspirante ingegnere mi si insegna che più ti allontani più la forza che ti vuole tirare indietro aumenta…che questo sia positivo o negativo non lo so…tante volte sono scappato e tante volte quello che i greci chiamavano “nostos alghein”, il dolore per il ritorno, la nostalgia, mi ha preso al collo e mi ha obbligato a tornare…e tante volte, vedere occhi pieni d’amore che ti aspettano alla porta di casa fa bene, anche se quando sei uscito da quella porta non li avresti più voluti vedere…

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