Suicide Medicine – How it takes me down

E’ stata per tanto tempo nella mia campana di cd, questa canzone. L’avevo esiliata dalle zone limitrofe allo stereo. L’avevo messa da parte perché graffia, perché mi fa puntualmente sanguinare.
Poi, oggi, facendo finta di non ricordare perché non l’ascoltavo da tanto tempo, l’ho messa nella playlist del lettore e mi ha sorpresa al ritorno dal lavoro mentre, in bici, pensavo a Les Mistons di Truffaut.
Fa male. Sempre. E’ un dolore liberatorio e inquietante al tempo stesso. Non solo perché Rocky Votolato ha una voce apparentemente così comune, eppure così eccezionalmente adatta a quei pezzi. Non solo perché ci sono di mezzo amore, suicidi, foto e piccoli nidi. Non solo perché mi ritrovo ad ascoltarla inevitabilmente col più nero degli umori a mia disposizione.
Tutto è perfetto. E’ un’estensione del mio dolore, lo amplifica pur spersonalizzandolo. Mi ritrovo, narcotizzata, ad ascoltarla di seguito per un pò di volte, fino a quando ricordo ogni singola parola, colgo ogni sfumatura e mi lascio trasportare giù, laddove giacciono le sensazioni più spiacevoli.

[…E’il filo rosso o quello blu? Semplicemente prendine uno e taglialo, non ha importanza, vero? Non posso controllare quando la bomba esploderà. Oh dio, ti amo, intendo per sempre. Lascio il mio corpo dietro per rompere le novità. Sembra che sia finito, per piacere ricorda tutto ciò che non ho avuto occasione di dirti. Come sembravi scontroso nella tua foto di quarta elementare, l’unica che appendemmo dietro la porta della nostra casa, così bella.
Questa medicazione ti provoca del mal di stomaco, prendila con dei crackers o con un piccolo pasto, capiamo che non manderà a monte la cura e se la compri ti prometti che amerai il modo in cui ti fa sentire…]

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5 thoughts on “Suicide Medicine – How it takes me down

  1. Ubrys ha detto:

    Non conosco la canzone.
    Però conosco come ci si sente.

    A volte servono dei graffi violenti per sapere se puoi sanguinare ancora o se hai disimparato dal farlo.
    E il rosso si abbina benissimo ad un sacco di vestiti.

  2. Miai ha detto:

    Nemmeno io conosco la canzone( che ha un titolo che la dice gia’ lunga), ma so bene quanto una musica ti possa trascinare negli abissi dell’anima, quando si affaccia il bisogno di sentire dolore. Ancor piu’ dolore.

  3. paperinik73 ha detto:

    …neanche io la conosco…
    di chi è?

  4. FrancesGlass ha detto:

    @paperinik: la canzone è di Rocky Votolato, un cantautore americano

  5. ABS ha detto:

    Capisco… sono quei momenti in cui il cantante/urlatore/pornoattore si svincola momentaneamente a gomitate dalla massa un po’ grigia, per trasformarsi nell’amico speciale e fraterno, nel quale nutriamo la massima fiducia, e gli compreremmo un’Austin Allegro usata anche bendati, nel cantore autorevole di tutte le disgrazie umane più pericolanti, perché lui è già stato in quei luoghi mentali, conosce i piccoli oggetti, ha sofferto le sofferenze inaccessibili, e quindi può cantarle veramente.

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