Waking up is misery

Ho strappato via la carta da parati che avevo incollato per coprire quella parte di muro rovinata da diciotto mesi di belle parole e bei pensieri, e sotto ci ho trovato quattro righe scritte alle 3.23 di una notte qualsiasi. Le più semplici quattro righe che abbiano mai potutto mettere fuori uso la mia capacità di parlare d’altro. Di parlare del buon odore che, da quella felpa, arriva sino ai miei più remoti neuroni e mi ricorda che il tuo odorare di buono non è la panacea di tutti i mali, ma fa sempre un gran bene parlarne.

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2 thoughts on “Waking up is misery

  1. s0phi3 ha detto:

    anche te hai il tuo muro del pianto? io ho la porta ancora tappezzata di foto, che solo a guardarle adesso mi viene una rabbia assurda. eppure non riesco a liberarmene… mistero della fede. 🙂

  2. TheLegs ha detto:

    Sei sicura che quell’odore di buono non possa diventare effettivamente la panacea di tutti i mali?

    Insomma, un sempre più indispensabile e irresistibile palliativo?

    In altre parole, in quell’odore potrei trovare la quiete di cui circondarmi per difendermi dalle tempeste tutte attorno.

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