On va faire les courses

Serviamo il numero..quarantadue
-Noi che numero abbiamo?
-Il quarantacinque
-Maccheppalle..
-Ci vuole solo un pò..e comunque, a proposito di questi tuoi atteggiamenti intolleranti, volevo dirti che io proprio non ci sto più
– Che vuoi dire?
– Lo sai quello che voglio dire!
– …
Serviamo il numero…quarantatré
– Voglio dire che sei un egocentrico stronzo, con te non c’è dialogo, lasci sempre il mio silkepil pieno di peli del tuo torace e quando finisci le kinder delice non butti via lo scatolo; quando parli al telefono alzi troppo la voce e cammini avanti e indietro e se sono le 19.30 la cosa m’infastidisce ancora di più perché non riesco a seguire Chi Vuol Esser Milionario; dai sedili della tua auto spuntano fuori le molle e non mi permetti di cambiare stazione radio ogni volta che ne ho voglia; per non parlare del fatto che mi videoregistri mentre di notte parlo nel sonno e mi svegli con le risate. Se non ho reso l’idea del fastidio che mi provoca la tua esistenza su questo stupido pianeta rotante, aggiungerò che..
Serviamo il numero…quarantaquattro
Tu preferisci il cotto o il crudo?
– …e poi puntualmente fingi di non ascoltare la parte più importante del discorso. Ecco che cosa mi irrita. Usi i profilattici profumati, nonostante io prenda la pillola da sei anni, e hai un pessimo gusto nella scelta della biancheria intima, in quella che indossi e in quella che mi regali..
Serviamo il numero…quarantacinque
– Due etti di prosciutto cotto, senza conservanti
– per questo, e per altri motivi che probabilmente avrò il piacere di elencarti in una lettera, ho deciso di lasciarti. Ci si sente. Vaffanculo.
– Ahem…faccia un etto..grazie. 
– Basta così?
– Sì, per oggi credo che basti.

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6 thoughts on “On va faire les courses

  1. FrancesGlass ha detto:

    ..una storia raccontatami da un amico..

  2. ABS ha detto:

    Mi ha impressionato. La faccenda del silkepil, soprattutto. 😀

  3. shadysun ha detto:

    per la serie “curiose coincidenze che magari nopn significheranno un cazzo ma che mentre le noti ti danno un sottile senso di riconciliazione con te stessa”…oggi pomeriggio ero inciampata su questo tuo post mentre cercavo quello intitolato “il minestrone del venerdì”. stasera mentre facevo un giro in macchina sola soletta ho sentito il bisogno di tornare in un posto e, giacchè c’ero, dal supermercato DOK lì vicino ho pure comprato due buste di ottimo minestrone surgelato. E la cosa che m’ha fatta sorridere è che quel supermercato era lo stesso in cui avevo mentalmente ambientato, chissà poi perchè, questo tuo post la prima volta che l’avevo letto.

    [ quanto al posto in cui ho sentito il bisogno di tornare…mi sa che quel proverbio che mi citavi, qualcosa tipo “il cervo torna sempre alla fonte” ci sta tutto, eh??? si, ma se ‘st’esigenza dovesse a breve ripresentarsi anche per la Terra del Polpo, come temo, che fare??? :P]

    Ombra (as usual) immotivatamente logorroica

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