Are you gonna die with that music inside?

Perchè è bello abbandonarsi ai pensieri stupidi, perché stamattina non avevo voglia di venire fuori dal guscio.

Come faccio a postare un odore, uno sguardo, una tonalità di rosso particolarmente accattivante ed una tonalità di verde per niente banale?

Se cerco di tenermi su, ma il tenore di pensieri che mi passano per la testa mi riporta irrimediabilmente giù, devo dedurre che ci sia una disfunzione nella mia volontà? O in qualche altra zona del mio cervello?

Il silenzio è una massa informe, malleabile, raggomitolata su se stessa. E’ il linguaggio l’unico mezzo per distenderlo, per ricavarne qualcosa di commestibile. Ma bisogna avere una gran forza nei polsi.

American History X non è la stessa cosa, senza la scena finale in cui Norton si rasa nuovamente i capelli.

– Sunday morning and Im falling, I’ve got a feeling I dont want to know –

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3 thoughts on “Are you gonna die with that music inside?

  1. ilbaroneb ha detto:

    …stanotte ho annusato la paranoia e aveva un odore pungente, come di cipolla rimasta su un tavolo a marcire…forte, lacrimevole e stantio, ma tanto , tanto , tanto soggettivamente buono… e mentre annusavo pensavo a condirci qualcosa….una notte, un pensiero, un cuore…un grande minestrone chiamato vita.

  2. ABS ha detto:

    Azz, ma com’è che rimuovo tutte le scene più significative dei film? Devo rivedere un po’ l’uso della memoria a breve/lungo termine… Secondo me il mondo dell’informatica ha sempre clamorosamente sottovalutato l’importanza (anche sul piano sociale) degli odori…

  3. dressed2kill ha detto:

    a proposito di citazioni cinematografiche, ti regalo la conclusione del monologo finale del primo film di Jim Jarmusch (1980).

    “I don’t want a house, I don’t want a job…Let’s just a say I’m a certain kind of tourist – a tourist that’s on a…PERMANENT VACATION”

    l’ho rivisto pochi giorni fa, dopo vent’anni. ricordo ancora tutto di quella sera. la meraviglia di averlo trovato in un negozio di noleggio videocassette. con chi ero (la valentina del mio ultimo post). quella frase, a cui mi sono ispirato tanto. il mio taglio di capelli di allora, simile a quello del protagonista. fu la prima volta che vidi sullo schermo John Lurie, uno dei miei tanti junkieroi…

    -M

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