My Daily Mirrors

Non sai che l’amore è una patologia? Saprò come estirparla via..

Ne scrivo. Non ne scrivo. Sono indecisa.
Ok, non ne scrivo.
Parlo d’altro. Non mi è difficile trovare argomenti che non sia la narcosi procurata dai tuoi sguardi.
Lo specchio. Ecco, per esempio lo specchio è un ottimo punto di partenza.
Lo specchio che mi vede emergere ogni mattina dal letto, abbigliata di nero, bè, quello specchio mi crede nichilista. Niente ha senso di esistere alle sette di mattina. Dovrebbe esserci un interruttore che permette di spegnere, di annullare il mondo sino ad un orario ragionevole, chessò..sino alle undici: ti svegli, accendi l’abatjour, poi allunghi la mano e posizioni la manopola su On e il mondo che intravedi dalla finestra è assonnato almeno quanto te.
Ma dicevo, lo specchio. Lo specchio che mi fa sorridere è senza dubbio quello nell’ascensore, in facoltà: ci scambiamo sguardi fugaci, mi ricorda ogni mattina di aver dimenticato di utlizzare la spazzola e io sono lì che cerco di aggiustarmi la frangetta sommessamente, in mezzo a trecento, cinquecento, mille, un milione di ragazze in ghingheri con borse dorate e sorrisi che procurerebbero estasi e stupore al più navigato dei dentisti.
E sbuffo davanti allo specchio lungo perché le magliette non mi soddisfano mai, faccio le smorfie davanti allo specchio che mi restituisce la mia immagine al 300% mentre qualcuno cerca di dare forma alle mie sopracciglia e poi c’è lo specchio dal parrucchiere davanti al quale mi piacerebbe posizionare una videocamera e poi rivedere tutto a doppia velocità per ammirare la mia trasformazione da Cugino Itt della famiglia Addams ad un essere più facilmente riconducibile alla razza umana.
Ma lo specchio migliore di tutti è quello che mia madre ha strategicamente posizionato davanti alla porta d’ingresso. Brutto, bruttissimo, con decorazioni dal retrogusto gotico. Ogni volta riesco a specchiarmici solo per un attimo, mi guardo di sfuggita con la coda dell’occhio, alla ricerca dell’ennesimo difetto, prima di aprire la porta in maniera rocambolesca e ritrovarmi davanti a te che sembri scrutarmi ironicamente.
Ecco, ci sono cascata.
Ne ho scritto. Solo perchè mi sono distratta e ho dimenticato di parlare dello specchio del bagno, davanti al quale, usando il phon a mò di microfono mi cimento in esecuzioni complicatissime. L’effetto vento, come nei peggiori video musicali anni ’90, è forse ciò che le mie amiche maggiormente m’invidiano.

[foto rubacchiata dalla cartella di Fratello che fotografa Dublino]

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5 thoughts on “My Daily Mirrors

  1. ilbaroneb ha detto:

    …grazie per l’aggiunta del banner del thapiaza…. ci vediamo in facoltà…

  2. ABS ha detto:

    Bof, generalmente quando vado in giro non sono abituato a guardare la mia immagine riflessa da alcunché, quindi diciamo che risolvo un po’ il problema alla radice, inoltre da quando ho spalmato sullo specchio di casa un poster di Brad Pitt mi sento decisamente meglio e mi si è anche rinforzata l’autostima… :]

  3. dressed2kill ha detto:

    “Niente ha senso di esistere alle sette di mattina”

    ho avuto quest’attitudine per anni e anni. ora mi sento diverso. anche perchè più si va vanti con gli anni meno si ha bisogno di dormire. è veramente strano, a volte, fare tardissimo la sera e poi svegliarsi mai dopo le nove.
    no, non abbandonerò mai il gusto dell’oscurità. del resto la cosa che prerisco delle prime ore della giornata è il potere indossare occhiali scuri. l’ora legale, per me, ha un senso solo da questo punto di vista.

    M

  4. dressed2kill ha detto:

    ho digitato troppo in fretta. mancano alcune lettere. non sai che fastidio quando mi capita.

    maniacally yours

    M

  5. FrancesGlass ha detto:

    >ABS: anch’io devo pensare ad un rivestimento da specchio per incrementare la mia autostima..il punto è che non credo raggiungerò mai l’equilibrio mentale per capire chi sia degna di sostituirsi alla mia immagine 😛

    >dressed2kill- anch’io osno dotata di un irriducibile gusto per l’oscurità, ecco perché di mattina contrappongo alla luce del sole il mio umore nero.
    Mancano alcune lettere, lo vedo: capisco il tuo fastidio, ma mi piace l’idea di chi scrive in fretta e non rilegge.

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