Cerchi perfetti

Sei lì a martorizzarti il pollice, sperando che mangiarti le unghie possa distoglierti dal timore e dall’angoscia.
Non ascoltavi quell’album da un pò di anni, bastano due note a ricordarti perché da ragazzetta eri lì ad emozionarti.
Ti rivedi con le cuffie nelle orecchie quando il discman era l’unica strada per la salvezza, l’unico modo per sfuggire alle manie di una madre urlante.
Ti rivedi magrolina e indecisa, a fissare il soffitto, buttando qualche sguardo al telefono, come per implorarlo di squillare.
Ti rivedi addormentata davanti alla stufa a gas, con i libri appoggiati sulle ginocchia che non erano mai quelli di scuola, con alcuni quaderni tra le mani che non erano mai quelli degli esercizi di geometria analitica.
Ti rivedi crepuscolare.
Non andare via. E’ questo che dice il cantante in un inglese sguaiato.
Non andare via. Era questa la frase che i tuoi diciassette anni ti trattenevano dal pronunciare, anche se solo a bassa voce.
Non avevi idea di come sarebbe andata a finire e, rintracciando i sentieri dei tuoi malumori, ti accorgi di non averne tuttora.
Il sangue del pollice sinistro macchia i fogli ai quali giornalmente affidi le tue equazioni di dolore.
Angoscia e timore.
Non andare via.

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5 thoughts on “Cerchi perfetti

  1. ilbaroneb ha detto:

    …so che non c’entra niente…ma purtroppo questo post mi ha ricordato troppa gente che è gia andata via, a cui non ho avuto il tempo e le palle di dire di nn partire…amici compagni e forse anche un vecchio me stesso che purtroppo ho seppellito troppo poco bene e che nei momenti di maggiore tristezza torna per pungermi da dentro…per ricordarmi ciò che ero…per ricordarmi quel VECCHIO RUDE BOY che erosonosarò…

    niente discman per me, una bottiglia e tanta malinconia, stasera suonano i ricordi e voglio fermarmi e sentirli fino alla fine del concerto…

  2. shadysun ha detto:

    mi rivedo in quella ragazzina che martorizzava il suo pollice, io che, da che ho memoria, mi rivedo tipo castoro a rosicchiarmi a sangue le mie di unghie, o quel poco che ne resta :)) è come se divorando le mie unghia volessi riscattarmi dall’ansia che divora me. rivedo il mio crepuscolarismo nel tuo, sai?
    no, non andare via. i tuoi malumori non sono così male, dopotutto, perchè per fortuna la forza intensa del tuo scrivere si insinua tra questi e li squarcia

    F.

  3. utente anonimo ha detto:

    please don’t go… che Fiorello, per gioia nostra, trasformò in “sì o no”, rimembri? …ah, i tempi che furono…
    io smisi di mangiare le unghie canticchiando allegramente (strano a credersi) “i saw a red door and I want to paint it black”… però…

    ika

  4. RoSs4n4 ha detto:

    io mi rivedo ancora..io che mi mordicchio il pollice,io che mi addormento con i libri sulle ginocchia,io che fisso il soffitto e il telefono..a 17 anni come oggi a 25..

  5. rottentothecore ha detto:

    all’esame di maturità portai Corazzini, per l’appunto. ma il sangue non me lo facevo uscire, al tempo. oggi sì.

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