Here today, gone tomorrow

La tabaccaia di Amarcord mi porge il mio pacchetto di Lucky Strike, augurandomi buon viaggio.

In bocca ho ancora il gusto del bel gesto di mettere tutte le proprie cose in valigia. "Questo non ci sta, quasi quasi lo elimino, anzi no…magari lo ripiego in due e lo infilo nell’angolino".
Adoro stare a pensare a tutti gli oggetti che mi servono, anche se sono pochi. Mi piace l’idea di fermarmi un attimo e capire cosa vorrei avere con me una volta lontana da casa.
E’ un pò come quando, dopo una storia chiusa, si pensa a cosa tenere e cosa dimenticare. Equivale a riconoscere la giusta importanza a cose che ci sono sempre sembrate scontate e a sminuire problemi che ci sembravano insormontabili.

Qualcuno sta grattando spasmodicamente un gratta e vinci, io mi trattengo un attimo ,solo per aprire il pacchetto: come resistere alla voglia di infilare una sigaretta in bocca, subito dopo essere usciti dal tabacchino?

Nell’aria c’è il profumo di quella felicità costruita pian piano, con mattoni stabili. La cura nel disporre le parole, i gesti. Una felicità molto più facilmente accostabile ad un romanzo di Proust che ad un biglietto della lotteria.
Quella felicità che ti sorprende di sera, davanti ad una cena triste.
Quella felicità che ha bisogno di tutta la tua energia vitale per essere nutrita.
Quella felicità che quando ti riempie la testa

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5 thoughts on “Here today, gone tomorrow

  1. TheLegs ha detto:

    Quando parto non mi piace pensare a quello che lascio alle spalle, ma a quello che troverò.

    Sarà per questo che nella valigia metto un po’ tutto sostanzialmente a casaccio. Paradossalmente questo atteggiamento superficiale mi fa sentire più tranquillo verso ciò che mi potrebbe aspettare.

    Al ritorno forse è diverso, forse no.
    Dipende.

    Devo smetterla di dilungarmi nei commenti, dannazione. 😛

  2. ilbaroneb ha detto:

    …quella felicità di chi dopo 3 anni si accorge di aver preso il binario sbagliato….

    …quella felicità di chi passa le giornate affogando tra i libri, immagazzinando kg e kg di caratteri scritti da un computer per nn dare spazio ai propri pensieri…

    …quella felicità…quale felicità???

    buon viaggio…io resto qui, e mi preparo all’unico viaggio della mia vita, quello che se un dio esiste vuole, sarà il più lungo di tutti…

  3. shadysun ha detto:

    Nell’aria c’è il profumo di quella felicità costruita pian piano, con mattoni stabili.

    come ti capisco…sempre più mi accorgo che è questa la cosa di cui voglio riempire la mia vita…basta la felicità effimera di certi pupattoli di cartapesta che spesso capita di incocciare nel mentre che si vive!!!

    buon viaggio, Frances :))

  4. Ossimorosa ha detto:

    Molto evocativa.
    Sai, a volte resto senza parole nel leggerti, le sensazioni che svegli. E l’ultima frase.
    Divertiti!

  5. dressed2kill ha detto:

    quando ti riempie la testa

    poi ti senti di non poterne fare più a meno. e fa male. tanto.

    M

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