Mezze stagioni, mes amours

I lunghi singhiozzi dei violini d’autunno
feriscono il mio cuore
d’un monotono languore
(Paul Verlaine)

Le serate autunnali passano tra brividi di freddo e discorsi inutili sulle previsioni meteorologiche, sui ricordi di un’estate che è passata solo da qualche giorno e sui buoni propositi per una nuova invernata produttiva. Buoni propositi che per un attimo metti da parte quando, la mattina dopo, scrivi qualcosa sul parabrezza del tuo vicino, appannato dall’umidità della notte.
La mia camera che odora di caldarroste, i vecchi amici che mi tengono compagnia sotto la pioggia, riscoprire le abitudini degli altri anni, leggere avvolta nel plaid, mettere su Iron&Wine e scoprire che è questo il periodo più adatto per ascoltarlo, parlarti al telefono tra uno sbadiglio e l’altro prima di abbandonarmi alle viscere calde del letto.
E’ questo l’autunno che mi piace.
Lovely oldish.
Poi ci sono gli impegni che si accumulano, i capelli che cadono, le labbra che si spaccano per il freddo e le scollature che man mano si trasformano in dolcevita. E in soggiorno c’è la mia vecchia zia che riprende a guardare tutte le telenovelas interrotte durante l’estate, storie di intrighi e testamenti, storie che mi farebbero venire il mal di testa, se fossi io la soggettista. Lei rimane lì in soggiorno dalle 16 alle 20 a guardare come Terry ha ottenuto tutta l’eredità del padre, lei è lì davanti allo schermo e ridendo dice "Mia madre, in eredità, mi ha lasciato solo il diabete!" e qualora si posizioni davanti al cassetto delle brioches, bé, non posso neanche chiederle di spostarsi per non compromettere la sua concentrazione.
Gli spazi vitali che si riducono ed il tempo che sembra accorciarsi, le mattine in cui la voglia di alzarsi scompare del tutto, andare al lavoro di fretta, sotto l’ombrello, ed arrivare in ritardo con i capelli inumiditi, vedere il cielo scurirsi già nel primo pomeriggio.
Credo sia questo il rovescio della medaglia, ma sento di poterlo sopportare. Per quest’anno.

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8 thoughts on “Mezze stagioni, mes amours

  1. dressed2kill ha detto:

    …il piacere di veder sorgere l’alba prima di andare al lavoro senza temere le torture psicofisiche del sole estivo…i giubbotti di pelle…il calore del vino rosso…reggere tra le mani la prima tazza di caffè lungo bollente…le sciarpe…il rumore degli anfibi sulle strade bagnate.
    la stagione invernale mi è sempre piaciuta.

    soprattutto questa.

    M

  2. Ubrys ha detto:

    parolacce svedesi? davvero?
    e me ne scriveresti una lunga lista in pvt?!
    Ti adoro. Quanto al resto, concordo in pieno. L’unica cosa che odio è la bora, ma almeno è reciproco.

  3. ipsediggy ha detto:

    il pleure dans mon coeur
    comme il pleut sur la ville
    quelle est cette langueur qui pénètre mon coeur?

    oh, bruit doux de la pluie
    par terre et sur les toits
    pour un chant qui s’ennui
    oh, le chant de la pluie

    toujour paul verlaine

  4. ipsediggy ha detto:

    errata: chant
    (oltre ad una fraccata di accenti e ortografia)
    corrige: coeur

  5. s0phi3 ha detto:

    come soleva dire il capelluto cocciante, io no, non lo posso accettare.
    manca così tanto alla prossima primavera?

  6. utente anonimo ha detto:

    …l’odore di fumo per le strade, le orecchie arrossate, il freddo pungente ed i colori giallo scuro e marrone.
    E c’è molta più soddisfazione nel fumare, nel vedere uscire boccate dense e bollenti, che non danno fastidio alla gola.

    Vecchio.

  7. FrancesGlass ha detto:

    >dressed2kill: “torture psicofisiche del sole”…sento odor i meteropatia 🙂

    >Ubrys: la bora qui in terronia per fortuna non arriva, al massimo lo scirocco umidiccio…

    >ipse: il trauma dei 4 in francese per via degli accenti mi porta ad ignorare totalmente i tuoi errori…e poi Verlaine mi ipnotizza…ah…

    >s0phi3: mancano solo cinque mesi o giù di lì…ti consiglio di andare in letargo per l’attesa..

    >Vecchio: le boccate di fumo nell’aria invernale avvolgono calorosamente i discorsi nel freddo invernale….e poi le orecchie arrossate hihi

  8. ABS ha detto:

    La caduta incontrollata dei capelli (ma tutti gli autunni è così? poi ricrescono?) mi preoccupa un po’, direi anche più di tua zia che si appassiona a trame fatte col polygen… 🙂

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