Righe terapeutiche

C’è un pò di Ted Bundy e Patrick Bateman in ognuno di noi

Sono appena tornata dall’ufficio anagrafe di questo buco del cazzo che è il mio paese di residenza.
Ogni volta che mi ci reco, mi rendo conto di quanto siano inutili, umanamente e professionalmente, le persone che paghiamo per vegetare dietro ammuffite scrivanie.
E non è che adesso mi rosicchi la voglia di iniziare una retorica polemica sull’inettitudine degli impiegati comunali che hanno preso il posto per parentele illustri o per il buon voto ottenuto in quinta elementare.
E’ solo che adesso mi è venuta voglia di catalizzare la rabbia nelle dita, pur di trattenermi dal tornare da quell’essere subumano, dotato di tette molto più simili a scamorze che a ghiandole mammarie, e dirgliene quattro giusto per istigarla ad un gesto inconsulto, chessò, chiamare compulsivamente Mediashopping pur di dimenticare di essere, appunto, inutile.

La verità è che ora mi sento rodere perché quando le ho detto "Troia!" (facendole implicitamente un complimento perché è chiaro che per quel mestiere bisogna essere qualificate e con le scamorze non si va da nessuna parte) l’acustica pessima dell’ufficio non ha consentito a quello splendido epiteto di raggiungere il suo rognoso apparato uditivo.

Buonasera, sig.ra Zilli, è stato un piacere conoscerla.

[UPDATE 20.34: ho appena scoperto che il mio blog viene annoverato tra i risultati di "mi sento rissosa"…questo è un segno!]

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4 thoughts on “Righe terapeutiche

  1. dressed2kill ha detto:

    File under: hate is no fun if you keep it for yourself.

    M

  2. Laban ha detto:

    …chissà perchè gli horror non ti piacciono…?!?!

  3. shadysun ha detto:

    mentre ti leggevo, la fantasia correva e produceva da sola un’immagine della megera impegata…me la sono immaginata di quelle donne di mezza età un pò tristi che con il loro look tentano di scimiottare le troie, labbra rosso fuoco, catenazze e bracciali d’oro massiccissimo, con annessi anellazzi alle dita, capelli miseramente tinti e trucco pesante come un macigno…probabilmente non ci ho preso, però penso di aver capito la “megeraggine” caratteriale della tipa che purtroppo, tocca dirlo, non è poi così rara in quanto la categoria “donne di mezza età frustrate per via del tempo che passa e quindi incarognite col resto del genere femminile” è molto diffusa, chissà perchè specie negli sportelli informativi degli enti pubblici!

    a presto
    ps: ci sentiamo in settimana per il nostro caffettino 🙂

  4. s0phi3 ha detto:

    eh sì effettivamente ogni tanto bisogna ricordare alla gente quello che è. di solito mi capita in macchina, di teste di cazzo al volante ce n’è un fottio. 😛

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