With Love and Squalor

Nella libreria dove conservo i libri che meno mi sono piaciuti, all’ultimo ripiano, nella scatola di scarpe adibita a cloaca di ricordi che per un periodo ho avuto la presunzione di voler dimenticare, sotto una montagnola di post-it spiegazzati e chincaglierie di vario genere, c’è un libro. A pagina 107, c’è una foto usata a mò di segnalibro durante la terza rilettura. E’ una foto sfocata, di quelle che appena sviluppate si ritengono poco significative. Ho la testa girata per tre quarti, sono seduta in mezzo a gente che conosco poco ed esibisco un sorrisino timido o forse la sgranatura della foto non permette di distinguerlo bene dal resto del viso ed è solo il ricordo di quel momento a portarmi l’immagine alla mente.
Ogni volta che mi capita di ripescarla è come se la vedessi per la prima volta, come se, puntualmente, richiudendo quella scatola dimenticassi quel segnalibro che non ho mai il coraggio di spostare. Pagina 107, il racconto che preferisco tra i Nove. Quello che maggiormente mi ha fatto compagnia in pomeriggi di vuoto da riempire con fantasie di cera pongo.
Ed è con amore e squallore che scriverei a quel faccino indeciso sul da farsi, per dire che tutto va a rotoli, alle volte, ma che basta un pò d’impegno per recuperare qualcosa di buono dallo sfacelo, dargli una pulita e metterlo in bella vista affinché possa essere fonte di coraggio per i giorni a venire. Basta un pò d’impegno per non cadere nel dolce vortice del malumore.
Basta un pò d’impegno, è vero, ma alle volte sembra davvero un pò troppo.

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2 thoughts on “With Love and Squalor

  1. shadysun ha detto:

    Basta un pò d’impegno per non cadere nel dolce vortice del malumore.Basta un pò d’impegno, è vero, ma alle volte sembra davvero un pò troppo.

    anfatti :)) la mia genetica impazienza si manifesta pure nei momenti plumbei tipo questo e mi rende intollerante pure la me stessa che sta male, pensa te…è vero, a volte l’impegno per uscirne sembra non essere mai abbastanza, però magari ti arriva un’attenzione inaspettata, ti ascolti discosis, ti riguardi il tuo personale muro del pianto fotografico e tenti di non pensare più a niente, augurandoti solo che la burrasca passi prima o poi…

    ti abbraccio col pensiero ^ ^

  2. TheLegs ha detto:

    Ennò.
    E’ un progetto a troppo lungo termine.
    Ci vuole un po’ di metodologia top-down (aka: divide et impera).

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