Accidents waiting to happen

 Nel corpo di mia sorella alberga un omaccione burbero e peloso.
Si chiama Mario, ha quarantacinque anni, dieci figli ed un ampio repertorio di smadonnamenti da eseguire mentre è alla guida. Da quando lo conosco, indossa una di quelle canottiere blu sdrucite e piene di macchie di sugo, l’eco dei magnificenti pranzi consumati di domenica in compagnia della sua famiglia, compresi i cugini di sedicesimo grado. Viene fuori al primo colpo di clacson fuori luogo, di qualcuno che ha evidentemente fretta di prendere i primi posti davanti al cancello della scuola dei figli. Peee. Ed ecco che la pelle lattea di mia sorella, i suoi capelli biondi, la sua serafica espressione nordeuropea sono sostituiti subitaneamente da due chili di peli ascellari che fuoriescono dalla canottiera e vanno a congiungersi e mescolarsi amabilmente con quelli sulle braccia. I capelli diventano neri, arricciati ed unti, la voce roca ed il labbro superiore s’increspa irreparabilmente in un’espressione di disprezzo per il mondo circostante.
Trovo Mario piuttosto simpatico, sarà per il suo modo colorito di apostrofare le persone che sfilano sulle strisce pedonali, per il pathos teatrale con cui si gratta l’area oscura che giace sotto la pancia tonda che i pantaloni bordeaux di quella tuta anni 70 non riescono a contenere, sarà per quella particolare melodia olfattiva emanata dal suo imponente corpo ove è facile rintracciare note di nicotina stantia e di sudore decennale.
Il punto è che Mario ha sempre poco tempo da dedicarmi: arriva, inveisce contro gli automobilisti che ignorano le più basilari regole del codice stradale, civile e morale, conduce l’auto fino al più vicino parcheggio o fino all’imbocco della tangenziale e poi svanisce, lasciando a mia sorella lo spazio per riemergere mentre canticchia una melodia rilassata. Eppure mi piacerebbe invitarlo a pranzo, Mario, chiedergli che cosa pensa della tv, della politica, chiedergli come si trova a vivere lì, nel corpo di una trentenne che, al massimo, ogni tanto, gli concede di guidare la sua auto per qualche chilometro.

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14 thoughts on “Accidents waiting to happen

  1. utente anonimo ha detto:

    …nessuna notazione sulla colorita sensualità latina di Mario?
    Laban

  2. criade2 ha detto:

    lo potremmo presentare a quello che vive dentro mia madre!

  3. Ossimorosa ha detto:

    Bellissimo Frances. Non faccio mai complimenti perché mi trovo a disagio e spesso mi paiono stupidi, ma ogni tanto ci vuole diamine!
    Ogni tanto Mario abita anche nel mio corpo.

  4. criade2 ha detto:

    in effetti, la signorina, li merita proprio dei complimenti.

  5. DorianRiver ha detto:

    quindi, in sostanza, quando è in automobile anche tua sorella è bipolare?

    lunga vita!

  6. ABS ha detto:

    Sembra una gran brava e simpatica e pelosa persona codesto Mario. Magari non semplicissima da gestire, certo…

  7. FrancesGlass ha detto:

    >Laban: sensualità latina? Ma Mario è un’esplosione d’ormoni, çàva sans dire…il fascino è una cosa per pivello 😛

    >criade2: i Mari che vivono dentro le madri sono spaventosi…ho spesso modo di incontrare quello di mia mamma..

    >Ossimorosa: e vogliamo parlare delle risposte ai complimenti? Quelle sì che sembrano veramente stupide..quindi grazie.

    >DorianRiver: tu sì che sei un intenditore dibipolarità…dimmi, come si chiama il tuo lato oscuro?

    >TheLegs: mi verrebbe da chiederti un sunto della storia e una spiegazione della citazione perché no, non guardo i film horror, no, neanche se sono cult 😀

    >ABS: sìsì. E’ irruento, ma proettivo. Un grand’uomo, se solo non fosse così sgradevole all’olfatto..

  8. shadysun ha detto:

    Frances, sappi che questo tuo post ha svolto una lodevole azione di carattere sociale. Ha finalmente reso possibile il ricongiungimento ideale tra quel buontempone di Mario e Paquale, gemello monozigota di professione scaricatore di porto in quel del (chettelodicoaffà) Capoluogo.
    Ovviamente, per chi si stesse chiedendo “e chi cazzo è Pasquale???” la risposta è semplice. Pasquale è la parte intollerante (^^) e bestiale dell’Ombra, automobilisticamente parlando. Lui si palesa specialmente in presenza di nonnetti rinconglioniti che si ostinano ad andare contromano in bici su Via Leuca e in corrispondenza delle infernali rotatorie che ormai spuntano in ogni dove nel ridente capoluogo salentino 😛

  9. DorianRiver ha detto:

    è qui ma non ti risponde 😛

  10. FrancesGlass ha detto:

    >shadysun: avendo avuto la possibilità di saggiare la simpatia di Pasquale proprio ieri sera, che dirti, se mi darai nuovamente atto della tua guida sportiva, magari ci scappa anche un post 😛

    >DorianRiver: vuoi dirmi che il tuo lato oscuro è antipatico come te?

  11. EdgarCrayfish ha detto:

    feci un parallelo simile riguardo mia madre, che però si trasformava in Ernesta..una casalinga per bene, ma forse un pò troppo rude..un innesto tra il tuo mario e la sora lella..
    “ma nun staremo a fa’ ‘na cazzata?!”
    pensa…è la prima volta che Ernesta balza fuori dalla mia testa.
    Da oggi la condivido con l’Universo cibernetico.
    Sono felice.

  12. DorianRiver ha detto:

    no cara, voglio dire che conosci solo quello ^^

    (o preferisci l’indirizzo di un video neomelodico su youtube?)

  13. FrancesGlass ha detto:

    >Edgar: sono tipi che non meritano di restare relegati in un angolo della mente umana, Mario, Ernesta e tutti i loro parenti. Felice di aver ospitato la tua Ernesta:)

    >Dorian: ordunque, sparami questo video neomelodico e non ne parliamo più! 😛

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