Feste dolcificate

Durante le feste, a casa Glass si respira un’aria che, ovviamente, non è neanche lontamente ricollegabile ad una qualche ispirazione religiosa.
I senior si sono, infatti, oggi cimentati in una sfida di grosso impatto sociale e che, se avesse avuto i risultati pronosticati da mia madre e mio padre, avrebbe senza dubbio sconvolto il mercato italiano.
La piccola premessa è che, essendo tutti i senior della mia famiglia diabetici e non riuscendo a bere il caffé amaro, sono costretti ad utilizzare quella schifezza immonda (su disinformazione.it tra i danni collaterali è addirittura elencata la morte, tra gli stati confusionali e la depressione) che si cela dietro nomi ipocriti quali Dietor, Misura, Weight Wathces e, il migliore a mio parere, Benessere (oculata scelta di marketing quella di scegliere nomi che evochino l’attenzione per la linea, soprattutto in una società in cui il maggiore problema del cittadino medio sembra essere la prova costume). Ma le mie paturnie a proposito dell’aspartame le conservo per l’orecchio attento di mia madre che continua ad usarlo ininterrottamente ormai da anni; quello che mi premeva raccontare è che la discussione sorta tra il primo ed il secondo e prolungatasi ben oltre il magico rito della derisione delle sorprese delle uova di Pasqua non riguardava gli eventuali rischi che si corrono ad utilizzare tale prodotto, bensì il numero di compresse presenti nelle confezioni sulle quali, in caratteri cubitali, lampeggiano cifre astronomiche. 120; 250; 1.768.549.324.690 compresse.
E’ bastata la solita frase provocatoria di mia mamma (è riservato alla signora Glass, infatti, il compito di lanciare almeno 5/6 frasi provocatorie nell’arco di ogni pasto) per scatenare un vero e proprio delirio.
"Secondo me, scrivono 120, ma ce ne sono molte molte di meno. Proprio come succede coi pacchi-scorta di tovaglioli!".
E mia zia, con tutta la fiducia sconfinata che nutre nelle istituzioni, nelle aziende e nel libero mercato, giù a dire "Sei la solita paranoica. E’ impossibile che cerchino di fottere il consumatore. NON POSSONO dire stupidaggini!".
E così avanti, ognuno fermo sulle proprie posizioni, per più di mezz’ora. Fino alla svolta epica, la mossa eroica della zia che, scosta piatti e biccheri e proclama "Io ora le conto!". Tira fuori una confezione nuova e ne riversa il contenuto sul tavolo. La scena è quanto mai grottesca, soprattutto se si tiene conto che la cara zia ha problemi di memoria a breve termine e, se impegnata in calcoli lunghi, è costretta ad espedienti molto poco dignitosi. Divide le pastigliette in mucchetti da dieci, scomodando qualche santo perché mia mamma cerca di confonderla. Una volta divisi i mucchetti le risulta però difficile contarli perché, arrivata a metà, si confonde e dimentica il subtotale.
Per farla breve, un’epopea.
E, quando ormai tutti i commensali, trovano più interessanti i patinati periodoni di Casini ospite dall’Annunziata, mia zia risorge dal fondo della tavolata con un begbiano "Sìììììììììììììììììììììììììììììììììììì". Tutti girati, ad aspettare la notizia, la tensione che si taglia a fette come lo splendido dolce nutelloso che sono impegnata a mangiare.
"Ce ne sono dieci in più. Sììììììììììììììììììììììììììììì".
Mia mamma ha la delusione disegnata in volto quando dice "Vorrà dire che quelli della Dietor sono più onesti della Scottex!". Mio padre finge noncuranza, dicendo "Magari le hai contate male!". Mia zia esige che le venga scattata una foto col mucchietto di compresse davanti, sgancia un sorriso da Testimone di Geova intento a romperti le palle al videocitofono, e poi rimette il tutto nella confezione e si lamenta che le si sia fatto perdere tempo. Ma è felice, lo so. Son soddisfazioni.

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16 thoughts on “Feste dolcificate

  1. utente anonimo ha detto:

    #9
    Io sono dell’idea che le abbia contate male…SI SA cercano sempre di fregare i consumatori! Adesso vado in cucina e conto i tovaglioli!!

  2. utente anonimo ha detto:

    Accipicchia! È meglio del tombolone! Grazie per la dritta, considerata l’età media che popola questi pranzi familiari, credo che per il prossimo anno organizzerò una sfida all’ultimo dolcificante!

  3. utente anonimo ha detto:

    Io ho passato l’ultima pasqua et pasquetta a cercare di montare il regalo fantastico che mio nipote aveva trovato nell’uovo. Alla fine, col padre, mio cognato, abbiamo spedito il regalo, avvolto nella carta azzurra dell’uovo, al dipartimento di Ingegneria Meccanica e Fisica Applicata dell’università degli studi “La Sapienza” con un bigliettino con la cordiale richiesta di spedirci, quanto mai prima, un foglietto illustrativo recante le istruzioni di montaggio di quello che doveva essere un gioco da ragazzi. Dopo, siamo andati al circolo anziani a farci una grappa ed una partita a tresette e discutere animatamente sul valore sociale dei vecchi pupazzi in pezza già assemblati.

  4. CinicoDistacco ha detto:

    Ah.
    Quello sopra sono io.

  5. utente anonimo ha detto:

    D’ora in poi conterò qualsiasi cosa sia presente in confezioni spacciate per ”offerte” 😀 magari poi ti faccio sapere.

  6. utente anonimo ha detto:

    Dovevo stampare 500 copie di un documento , comprai la risma da ”500” fogli …ma come per magia senza averne sprecato ne anche uno alla 489° copia i fogli della ocnfezione finiscono..mi han fregato 11 fogli!!!!

  7. FrancesGlass ha detto:

    >#9: è vero, cercano di fregare i consumatori. Ma quello che mi piace di più è constatare che ci sia un sacco di gente che si fa fregare senza opporre tanta resistenza. Credo ci sia ancora in giro gente che crede che lo shampoo che promette di farti diventare liscia anche se i tuoi capelli somigliano molto di pù alle spugne per lavare le pentole, che questo shampoo, insomma, possa essere elett prodotto dell’anno.

    >hammer: se vuoi liberarti di parenti molesti, l’aspartame è utile: pensa, ptrebbero perdere i sensi per TUTTA la durata del pranzo e, nel peggiore dei casi, non potresti essere incolpata di nulla perché opportunamente munita delle analisi che provano la loro glicemia astronomica.

    >CinicoDistacco: io trovai (anni fa, non l’altroieri) una Barbie senza una gamba e con pochissimi capelli. Altro che ingegneri, quello era un caso da medicina legale.

    >oceanotempesta: avevo notato anch’io le fregature sulle risme. Ma credevo si tratasse di mio padre che mi rubava qualche foglio di tanto in tanto. Lo so, sono sospettosa e stronza, molto di più coi miei familiari che con le grandi aziende. 😛

  8. TheLegs ha detto:

    Un motivo in più per adorare la FamigliaGlass XD

    [Io *pretendo* la foto di tua zia coi mucchietti su flickr :P]

  9. FrancesGlass ha detto:

    La famigliaGlass sarà presto trasferita in toto presso la più vicina clinica psichiatrica. Mi sembra l’unica soluzione.

    Le ho scattate col mio cellulare antico. Non riesco a trvare un modo per scaricarle 😦

  10. TheLegs ha detto:

    Che l’hai scatta a fare se non puoi condividerla col MONDO? :/

  11. Ossimorosa ha detto:

    Ma sai che ci pensavo senza riuscire ad afferrare il concetto e alla fine ci sono arrivata: Glass è come glassa. Sei dolcificata di natura.

  12. FrancesGlass ha detto:

    >TheLegs: il punto è che non sapevo di non poterla condividere 😦

    >Ossimorosa: mi sa che c’hai ragione. Allora sono io la causa del diabete così diffuso nella mia famiglia? 😛 (uhm glassa:Q___ )

  13. cotrugnoso ha detto:

    fantastico, ecco svelato il quarto segreto di Fatima 🙂

  14. utente anonimo ha detto:

    anche io voglio la foto di tua zia! questi sì che sono momenti memorabili… menomale che il videocitofono io non ce l’ho mai avuto, ma i cari testimoni di genova hanno sempre ovviato presentandosi regolarmente alle 8:00;8:30 di domenica mattina. ricordo che mia madre un giorno disse:” bisogna fare qualcosa. non è possibile.mah… mi hai detto che andrea ha un alano, vero? potrei chiamarlo… ”

    e sò momenti…

    ika

  15. FrancesGlass ha detto:

    >cotrugnoso: sìsì, a casa mia si è soliti militare per svelare segreti del genere. Poi un vicino pazzo ci ucciderà definitivamente mettendo fine alla nostra instabilità mentale. 😛

    >ika: un testimone di geova mi fermò mentre correvo al lavoro, col lettore mp3 alle orecchie. Introdusse il discorso con “Le vorrei parlare della grazia divina…” e io “alle 8.35, se sono in ritardo e Lei interrompe il ritornello della mia canzone preferita, Le posso assicurare che la grazia divina non esiste!”
    Non è che odio i testimoni di geova in generale, è che non si può essere pedanti. Dovrei offrirmi come dogsitter ed andarmene perennemente in giro con qualche alano, sì. Mi sa che mi hai dato una buona idea 😀

  16. utente anonimo ha detto:

    qualcuno qui darebbe una contatina alle lenticchie della scatola confezione convenienza appena acquistata?
    Laban

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