Domenica pomeriggio

Finito il banchetto si guardarono, come vergognandosi vicendevolmente del segreto del quale, ormai, tutti e tre erano custodi involontari.
Aprirono la finestra per far cambiare l’aria e distogliere quella puzza di sangue raffermo, guardarono il cielo invaso da nuvoloni grigi, guardarono l’uccello fare esercitazioni di volo fino a giungere su un ramo, piuttosto basso, di un albero semispoglio e spostando lo sguardo ancora di più verso il basso notarono un bambino con una fionda che si apprestava a colpire nel modo più preciso possibile il piccione, grigio, come il cielo, e inconsapevole, come il bambino.

I tre si guardarono, si fecero un cenno, sorrisero coi denti ancora sporchi di carne e, infine, si abbandonarono completamente alla banalità del male.

La pioggia che improvvisamente scrosciò coprì il rumore che faceva l’uccello sbattendo sul bordo di un cestino per l’immondizia da domenica pomeriggio a spasso nel parco.

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2 thoughts on “Domenica pomeriggio

  1. criade2 ha detto:

    mò, e che còsa è?

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