Al binario 1

E’ l’ultimo treno della notte quello che vedo allontanarsi mentre sfoglio un giornale, seduta tranquillamente su una panchina di marmo.
Ti ho salutato fingendomi rattristata, continuando a passarmi tra le mani la sfera bollente della violenza psicologica che mi diletto ad esercitare su di te. Avrei potuto sputarti in faccia tutte le parole reprorevoli che mi balenano per la mente ogni qualvolta mi capita di incrociare il tuo sguardo, per poi guardare la tua espressione di cieca disperazione dal finestrino della carrozza numero cinque. Ma sono stata bloccata dall’idea che quella violenza psicologica che ho coltivato con calma, come un bonsai, in tutto questo tempo, sarebbe stata coronata solo nel trattenere il fiato all’ultimo momento, salutando con la mano sinistra, mentre il tuo sguardo innamorato e triste si perdeva nel buio dello scompartimento.
Tu, misero, compassionevole, insignificante essere umano dal cuore pulsante, seduto al posto numero due, pensi ai momenti che abbiamo passato insieme con quell’insano atteggiamento di attesa per tutti i momenti a venire.
Tu su quel sedile blu, tra le mani il libro che t’ho regalato senza una ragione precisa, nelle orecchie la musica che, senza una ragione precisa, ti fa pensare a me.
Tu, innamorato, solo, su quel treno. L’ultimo treno della notte, quello che vedo andar via mentre sfoglio un giornale, seduta su una panchina di marmo, e accendo l’ennesima sigaretta che dedico al grande progetto di costruirti una disperazione a lunga scadenza.

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7 thoughts on “Al binario 1

  1. utente anonimo ha detto:

    difficile farsi passare una disperazione a lunga scadenza. specie quando chi ne è la causa si impegna a protrarla allo spasmo. sono stata seduta da quella parte. mi sono alzata da poco. non è bello. non è facile.
    liberalo.

    ika

  2. FrancesGlass ha detto:

    Fortunatamente, io sono seduta alla panchina accanto. Sono il passante che osserva e che nessuno nota. E aspetto il mio, di treno 🙂

  3. shadysun ha detto:

    ecco appunto.
    leggendo, mi sembrava che quell’ “insana attesa”, come pure quella storia della musica le avessi scritte con un bel grassetto, e con annesso carattere 20…

    (e cmq VagnonaSpacciatriceDiAmuleti, per gli ovvi motivi che tu ben sai, non posso che fare il tifo per la tua attesa trenistica ^ ^ )

  4. altroinutile ha detto:

    …mi fa molto piacere che sei “passata a trovarmi”ed è sempre un gran piacere leggerti…!
    a presto!

  5. ABS ha detto:

    Uccidilo, e non pensarci più.

  6. FrancesGlass ha detto:

    >Vagnonashady: tutte le attese sono insane, se ci pensi bene…e quindi, ben vengano, le cose non mi piacciono se non sono patologiche 😀

    >altroinutile: grazie a te per il link e a presto!

    >ABS: ma non sarebbe meglio una lenta tortura, prima? Non so, posso attaccargli in facia un adesivo raffigurante la faccia di Borghezio e poi sbizzarrirmi un po’…che ne dici?

  7. IndianoDiBombay ha detto:

    vittima e carnefice: il prototipo di quasi qualunque relazione umana

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