Vagli a spiegare la vita in uno sguardo


There’s nothing you can make that can’t be made.
No one you can save that can’t be saved.
Nothing you can do but you can learn how to be in time
It’s easy.
(All you need is love – The Beatles)

Tra i palazzoni alti, diceva, i palazzoni alti di Spezia, c’è una bimbetta così piccola e graziosa che nessuno la vede. E quando non sono sufficientemente stanco, parlando con rispetto, le vado a fare visita perché, diceva sempre più concitatamente, quando inizio a parlarle ed inizio a scherzarci, sì, insomma, lei per Spezia è importante e graziosa e portatrice di pace sensoriale come lo è la madonnina per Milano. Ma lo sai, sospirava virando il discorso altrove, che mi ricordi proprio il prof. Lauretti che quando, sai, ero irrequieto mi guardava ma non mi guardava? Sì, faceva il neutro, m’han detto che s’impara a teatro. Poi io non ne so granché di tutte queste tecniche: al palcoscenico, al sipario, alle quinte dei teatri, preferisco le vecchie case che si appoggiano l’una all’altra, alle spalle della stazione. E’ quello il vero teatro, la vita che recita se stessa. Il vero teatro è quella bimbetta, ritornava sull’argomento carico di voglia cieca e distruttiva, quella madonnina, insomma, che si abbiglia un po’ strana per me.
In fondo sono una persona buona, proclamava disciogliendo i nodi alla gola al cuore alla mente, e, sai, mi spiace quando faccio un reato. Ma sto andando a Spezia ora, mi daresti venti euro? Te li restituisco domani, che dico, te ne do trenta. Sì, venti euro, te li ridò domani tutti e venti, anzi giuro te ne do trenta.

E si allontanava ciabattando, stringendo i suoi due nuovi giornaletti nella mano sinistra, fermandosi davanti a qualche turista per chiederle quale dei due preferiva. Si allontanava di giorno e tornava di sera, dopo una giornata passata a lavorarsi il suo angolo di dannazione, il suo angolo di soddisfazione; dopo una giornata passata ad illudersi di avere un ruolo importante nella commedia della vita che recita se stessa, alle spalle della stazione, tra i palazzoni alti, dove ci sono bimbette che nessuno vede, troppo vuoti e troppo morti per avere uno sguardo da posare su qualcuno.

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3 thoughts on “Vagli a spiegare la vita in uno sguardo

  1. criade2 ha detto:

    vedi che le amenità, ci hanno una loro funzione?

    bello!

  2. shadysun ha detto:

    Come la bimbetta, tutti ci scegliamo il ruolo da recitare sul palco che la vita ci ha assegnato, e allora magari è un peccato sprecare ‘st’oppurtunità perdendo tempo a fare i neutri, anche perchè credo che già scegliere significa affermare ciò che si vuole, anzi, ciò che la pancia vuole e reclama ^ ^

    Ombra faziosa e militante che la neutralità (purtroppo? per fortuna?) non sa manco dove sta di casa 😛

  3. FrancesGlass ha detto:

    >criade2: avresti dovuto conoscere il tizio in questione. Non basterebbero mille parole per descriverne l’alienazione e la lucida dialettica :/

    >Vagnonashady: mi avvalgo del diritto di pensare un po’ sulla tua speculazione filosofica di cui sopra…ma…hai chi è lo Special Guest del post, vero? 😉

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