Circonvoluzioni sugli allori

Il mio professore di Statistica ha parlato per due ore, bencentoventiminuti, di persone smaciullate per via di proiettili che sono di un millimetro troppo grandi (o troppo piccoli) e che questo sia prevedibile per il 5% dei casi con una tolleranza di +/- 1mm.
La  mozzarella ha deciso di divorziare in modo scellerato dalla pizza che era il mio pranzo, preferendo un netto schianto contro il suolo piuttosto che finire nel mio stomaco che, a quel punto, si contorceva per fame, nervoso e raccapriccio per la lezione di cui sopra.
La mia più autorevole collega di corso è Roberta Sparrow, ma solo a livello estetico. Per il resto è una pensionata qualunque che ha scelto l’Università, al posto dell’Ufficio Postale, per trovare qualcuno con cui parlare dei suoi vari tumori e dei vecchi fidanzati deceduti nella Guerra Mondiale. La prima. Probabilmente per proiettili di misure errate.
Pensavo a questo, mentre aspettavo che mi venissero a prendere, davanti all’area del Circo Orfei. E quell’odore, bé, quell’odore non poteva che suggerirmi che l’ambiente nel quale devo sguazzare per fare anch’io delle stupide foto con la corona d’alloro può essere descritto usando una semplice, biologica parola. Quella che, dopo cazzo, sono solita inserire nel 99% dei discorsi con una tolleranza di errore di +/-0.5. Quella parola che in famiglia si dice che ho troppo spesso in bocca, anche quando parlo di letteratura, e per la quale, alle volte, mi si chiama coprofila.
Esatto, la mia università, il mio umore all’università, le mie colleghe di università, il caffé all’università sono quella parola.

(ma poi un caffé un lungo guarisce questi maldestri bollori, eh)

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4 thoughts on “Circonvoluzioni sugli allori

  1. TheLegs ha detto:

    Ah beh.

    Mi fa piacere che la tua famiglia ti dia della coprofila e della… come si dice… quando capita ad una persona che si insinui spesso nel cavo orale quella parola che ha grande probabilità d’esser proferita. Oh.

    (Off-topic: quand’è che mi spedisci con pacco postale il piccolo fumoso con un barattolo di biscotti alla cannella – opportunamente separati onde evitare che il primo trasformi i secondi in bolo?)

  2. shadysun ha detto:

    Ok Vagnona, allora un caffè lungo (as usual) per te, ed uno normale (altrettanto as usual) per me. Chè di ‘sti tempi tutte le mie (più o meno) nobili ed alte aspirazioni lavorative-esistenziali sono esattamente quella parola 😛

    Chè dici, se nel caffè ci anneghiamo due di quei deliziosi biscotti cannellosi potremo vedere le cose sotto una luce diversa?

  3. cotrugnoso ha detto:

    ahahah, voglio conoscere Roberta Sparrow!!!

  4. FrancesGlass ha detto:

    >TheLegs:tu i biscotti alla cannella non te li meriti mio caro-devo ricordarti la “campagna anticannella” da te intrapresa mesi fa?

    >shadysun: non posso credere che la tua situazione sia più “quellaparola” della mia. Non solo non esistono aspettative esistenziali, dalle mie parti, ma si prefigura anche l’obbligo di iniziare a studiare Statistica. Quellaparola,quellaparola, quellaparola.

    >cotrugnoso: allora sei ufficialmente invitato dal lunedì al venerdì in aula magna in ateneo. La sparrow si siede alla prima fila della colonna sinistra. E se la incontri all’entrata ti chiede anche di portarle i libri al posto.

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