Demolizioni

Dici che moriremo tutti affogati, dici che comunque non piove da giorni, dici che questi orologi digitali ci hanno rovinato la vita, a scandire i minuti, i secondi, in modo così capillare. Dici che se ci colpirà il meteorite per qualche strano motivo si sentirà Thief e tu ti metterai d’impegno a finire tutto l’alcool presente in casa. E io probabilmente starò dormendo perché, per ragioni orscure quasi quanto quelle che generano musica durante un impatto, le persone come me dormono sempre durante gli eventi importanti.
Mi dici che non c’è più tempo e che hai la fine del mondo dentro e io sono ancora nell’ovatta della veglia, quei minuti prima del trauma giornaliero del risveglio. Ogni giorno una nascita diversa, ogni giorno la voglia di tornare dentro, in fondo, nel corridoio buio in cui tutto è possibile se lo si vuole.
E la verità è che il mondo è troppo crudele per giungere ad una fine: continueranno ad esserci canzoni sgradevoli e soprusi, non le pulizie stagionali dei meteoriti accompagnate da musica che adori. Possiamo fare progetti, sì, andare via, cercare cose importanti da fare e diventare Qualcuno, come se non fosse già sufficientemente oneroso essere Nessuno, possiamo prendere i nostri libri preferiti oggi, aprirne uno a caso in una pagina a caso e da qualche strambo acronimo decidere la città in cui trasferirci. Possiamo fare tutto questo e tanto altro, per sfuggire alla nostra fine del mondo, per evitare di affogare nei conflitti emozionali, per non essere vittime della desertificazione dell’anima. Già, possiamo, potremmo davvero farlo, davvero. E’ questo che ti dico mentre mi giro sul lato sinistro, il mio preferito per abbandonarmi alle calde viscere del sonno e tu esci e non torni mai più. E il tuo mondo è finito dietro quella porta, schiacciato da un soffitto di umide quanto inutili speranze.

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5 thoughts on “Demolizioni

  1. MaxWeb ha detto:

    …sarà che Pazienza mi ha accompagnato per anni, sarà che mi riconosco in quello che scrivi e quello che scrivi mi piace, molto, sarà per questo e per altro che ci tengo a farti i miei complimenti. Sinceri.

  2. utente anonimo ha detto:

    è come se un elefante cercasse di violentare una zanzara

  3. FrancesGlass ha detto:

    >MaxWeb: rispondere ai complimenti è sempre difficile ed imbarazzante, quindi mi limito a ringraziarti. Sinceramente.

    >utenteanonimo: credevo fossi mia sorella. E la frase, nel suo nonsense, m’era sembra sensata. Ma ora che ho saputo che lei non c’entra, c’è qualcosa che non capisco: cos’è che sarebbe come se un elefante cercasse di violentare una zanzara? O_o

  4. ciccuzza ha detto:

    i tuoi post devo rileggerli sempre un po’ di volte, prima di decidermi a commentare.
    questo, soprattutto: la fine mi ghiaccia, è come se fosse arrivata un’idrovora e mi avesse succhiato via tutto il sangue.
    il che, direi, è esattamente il risultato che volevi ottenere scrivendo e quindi chapeau 🙂

  5. FrancesGlass ha detto:

    Sempre troppo gentile ^^

    E grazie, ché questa visione vampiresca dello scrivere non mi dispiace affatto 🙂

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