Parentesi

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Ad un certo punto è semplice giungere alla conclusione che i ricordi condivisi con altri siano solo delle bomboniere da tirare fuori nel momento del bisogno, per vivacizzare un po’ le nostre stanze emozionali quando sembrano essere diventate troppo grigie per lasciar spazio ala vita, quando tutto appare come un mero ed asfissiante alternarsi di parentesi.
Non quelle ordinate e logiche di un’espressione matematica, non quelle incisive di un trattato formale, ma solo semplici sospiri che, indipendentemente l’uno dall’altro, nascono e muoiono nel giro di pochi mesi.
(quella volta che sei passato a prendermi e abbiamo camminato per ore ed ore e quando era l’alba abbiamo pensato che (quel cagnolino nero che se ne stava in un buca del centro strada e l’abbiamo portato a casa, zoppicava e gli abbiamo dato un nome bislacco) (le angurie mangiate di fretta, prima di corse alla stazione lungo interminabili piattaforme (un altro treno è partito e niente sarà più come prima) (quella stagione iniziata a marzo che mi rendeva euforica e quando è terminata era già Natale (la mia pianta grassa preferita che implode e nessuno capisce perché) ( le foto migliori sono quelle scattate, stampate e dimenticate nei cassetti che si aprono una volta ogni due anni e ci sono io, guarda che capelli, guarda che trucco e viene da ridere a tutti, viene da ridere persino a me) (le sere che tutto era semplice e quando si rincasava non c’erano pensieri che scompigliavano i capelli (i giorni in cui tutto era difficile e non riuscivo a capire quale motivo meritava di essere pianto per primo (quel paesino lassù, dimenticato dal mondo, i battelli, gli uccelli, i balconi dai quali si vedevano le lune più strane, la fine del mondo nel fondo del mio ennesimo bicchiere) parlare) parlare) parlare a vuoto, a perdifiato, sottovoce, a squarciagola) parlare, vivere, pensare e piangere senza cognizione di causa, con la presunzione di tenere sotto controllo le sgrammaticature dell’esistenza e invece sono solo, ancora, ventidue anni di lavoro perso (…)

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One thought on “Parentesi

  1. utente anonimo ha detto:

    il bello viene poi quando (]](- /)[ le parentesi diventano tante, diverse, interagiscono e noi siamo lì a tessere i fili, o i nodi, che legano i fatti della nostra esistenza che può essere di trentacinque anni di lavoro perso o trentacinque anni di inizi in un movimento che non ha fine, se non con noi

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