Last and final cut-up

Elucubrazioni riprovevoli

Quella voce di quelle urla sconsiderate per una gioia effimera, quella voce che credevi di non ricordare e invece se ne stava campionata all’ombra di pensieri che preferisci, pronta a sbucare in un momento come questo. Quella voce, sì, quella voce che la prima volta che l’hai sentita t’ha fatta ridere, una risata fotografica alla Jules et Jim, la seconda t’ha fatta incazzare e poi la terza è stata la volta in cui ti è mancato il fiato per un istante.
Dice si parte e poi scompare dietro la sua coltre di irresolutezza emotiva.
E i giorni si sprecano.
E gli istanti non si distinguono più.
A volte, la vita è semplicemente come la spesa che passa sul rullo della cassa. E tu stai lì a guardarla, commiserandoti per tutte quelle cose inutili che ti appesantiranno le braccia. Stai lì a guardarla e pensi che alle volte ci si deve sentire proprio tanto soli per mettere col repeat una canzone nel lettore e farla andare per dieci volte, o più, di seguito. Ed è una canzone che parla di Vuoto. Una canzone così sublime, così vera e così umana che sarebbe potuta non esistere.
Guardi la tua spesa, la tua vita, che scorre alla mercè degli sguardi indiscreti di tutta la gente che si ferma e dice ahah guarda un po’, guardi gli spigoli delicati del tuo essere, toccati e maltrattati da mani incapaci e quella canzone continua ad andare. E’ solo un stato d’animo.
Non senti che ti chiamano. Non senti niente. È solo uno stato d’animo. Hai fretta di rimettere tutto a posto, di tornare a casa, da sola, a limare le insoddisfazioni che ti graffiano la pancia. È solo uno stato d’animo.
E invece alla fine quella voce la senti distintamente, cerchi di mandarla via, ma ti trapana il cervello. Poi, quando capisci che non è da dentro, ma è da fuori che viene, ti disperdi nell’ala più oscura della coscienza, in attesa che passi la tempesta. Ma la contingenza del pensiero vuole che andare in posti del genere in situazioni del genere dia la stessa sensazione di correre per ore e, una volta arrivati a casa, trovare la porta d’ingresso murata.

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