Mach Schnell

Fuggire ora da queste logiche esistenziali contorte.
Ignorare le notti di maggio che scavano sul fondo dell’angoscia riesumando brutti ricordi imputriditi e imbelletandoli per l’occasione.
Non badare alla sensazione da insetto in barattolo. (Non riesco ad uscire. O forse semplicemente non riesco ad entrare?)
Fuggire ora. E lasciare a casa i bagagli, i biglietti, i libri, i puntini di sospensione alla fine delle frasi, i ci vediamo ci sentiamo presto, gli appuntamenti, le rivalità, le inibizioni e tutte queste stupide parole, i diciassette, i diciannove e i vent’anni, lasciare quei ricordi fotografici, l’eco delle voci impastate, le ambizioni, gli arrovellamenti per strappare qualche ora all’oblio, lasciare gli appunti sulla vita e i suoi derivati, lasciarli lì e dimenticarsene per sempre. Farsi sospingere dal fuoco lento dell’amnesia, fermarsi e rendersi conto di non poter mai arrivare quando la meta è solo una sinapsi tra il pensiero della felicità apparente e quello della gioia effimera.
Fuggire ora. E farlo velocemente.

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3 thoughts on “Mach Schnell

  1. TheLegs ha detto:

    Più che fuggire credo che sia necessario uscire.

    Dal barattolo.
    Credo.

  2. pipperolosmilzo ha detto:

    Il segreto è capire che l’arrivo è la partenza.

  3. FrancesGlass ha detto:

    >cTL: bisognerebbe sperare che qualcuno tolga via il tappo

    >pippero: l’unico concetto che giustificherebbe l’elogio della stasi.

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