Corpi docili

Certi periodi profumavano come il pane appena sfornato in cucina, suonavano come la nenia più dolce, apparivano come il più caldo dei quadri di Kirchner. E il peso specifico dei pensieri equivaleva a quel quadrato d’aria tra la mia schiena e la tua testa sulla mia schiena.
Poi tutto si è perso per strada  e alla noia imperante si sono aggiunte le discussioni sulla speculazione del commercio d’uva. E anch’io mi sono persa per strada, ma ora con la pazienza e la perseveranza di un francescano, i miei piedi mi hanno condotta sino a qui. Dietro l’angolo ci sono le Faroe, i tetti verdi, villaggi di sei abitanti e uno sei tu, sotto un tetto verde, con pensieri appesantiti dall’aroma del pane, dall’eco di quella nenia, dalla scia di quei colori.
E’ questo mese che incute buone speranze, anche quando mancano totalmente i presupposti.

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3 thoughts on “Corpi docili

  1. DorianRiver ha detto:

    bentornata frances, anche se sono io ad essere fuori tempo stavolta, ma sarà la ferocia di ottobre o l’aria increspata residuato di settembre, sarà che ogni volta qui continuo a percepire un passaggio di vento fra gli organi vitali.
    insomma bentornata, e saluti agli abitanti.

  2. ipsediggy ha detto:

    già, molto docili. e molto espressivi.

  3. ABS ha detto:

     Bisogna sempre lasciar fare ai piedi, loro la sanno luunga, hanno pigiato cose che noi u-mani…

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