#4 Sara

Di tutto non restano che frasi impigliate nelle reti

Sara è morta di uno di quei mali dei quali non si parla per pudore.
Lo leggo sul giornale vecchio di due giorni che sto utilizzando per coprire il pavimento prima di ridipingere le pareti del soggiorno, Viviana le vuole color aragosta.
C'è la sua foto, di Sara intendo, e sotto una breve didascalia: quando muori di una morte così la condanna peggiore è quella di lasciare la propria vita di viaggi, amori, colori e tradimenti, nelle mani di giovani giornalisti frustrati che svolgono la propria gavetta all'ufficio necrologi o cronaca nera e che te la riducono, la vita intendo, in poche parole sciatte messe insieme senza la minima accortezza.
E' la stessa foto che c'era sul curriculum che mi mandò quando lei era ancora disperata e io ero ancora clinicamente morto; quella foto sovraesposta, lei con un'espressione apatica ed una collana fuori moda. Ed ora è morta e io lo vengo a sapere mentre me ne sto inginocchiato a creare la miscela perfetta per la pittura del soggiorno. Aragosta, che colore grottesco da avere sotto gli occhi mentre si apprende di una morte.
Viviana rientra, sbatte la borsa per terra, lancia una scarpa da una parte ed una dall'altra, appoggia le chiavi sul tavolo, mi bacia la nuca senza proferire parola e va ad infilarsi sotto la doccia. Mi metto a guardare la sua scarpa sinistra adagiata sul lato, è inconsapevolmente ed irresistibilmente sensuale ed ora dovrei pensare a lei, Viviana intendo, che viene fuori dalla doccia e gode dei canonici cinque minuti di relax, stesa sul letto completamente nuda; oppure dovrei pensare a lei, Sara intendo, mentre muore come dicono che sia morta, dovrei pensare a come teneva composte le mani sulle gambe quella sera nella mia auto, mentre le davo un passaggio sino a casa; invece chino la testa e torno a lavorare sul colore ed uno schizzo va a macchiare il giornale, la foto, la didascalia e l'unica cosa alla quale riesco a pensare è che quello schizzo, con quell'angolazione e quella sbavatura perfette, sembra sangue. Sembra proprio sangue.
Sara è morta di uno di quei mali dei quali non si parla per pudore.
Lo leggo sul giornale vecchio di due giorni che sto utilizzando per coprire il pavimento prima di ridipingere le pareti del soggiorno, Viviana le vuole color aragosta.
C'è la sua foto, di Sara intendo, e sotto una breve didascalia: quando muori di una morte così la condanna peggiore è quella di lasciare la propria vita di viaggi, amori, colori e tradimenti, nelle mani di giovani giornalisti che svolgono la propria gavetta all'ufficio necrologi o cronaca nera e che te la riducono, la vita intendo, in poche parole messe insieme senza la minima accortezza.
E' la stessa foto che c'era sul curriculum che mi mandò quando lei era ancora disperata e io ero ancora clinicamente morto; quella foto sovraesposta, lei con un'espressione apatica ed una collana fuori moda. Ed ora è morta e io lo vengo a sapere mentre me ne sto inginocchiato a creare la miscela perfetta per la pittura del soggiorno. Aragosta, che colore grottesco da avere sotto gli occhi mentre si apprende di una morte.
Viviana rientra, sbatte la borsa per terra, lancia una scarpa da una parte ed una dall'altra, appoggia le chiavi sul comodino, mi bacia la nuca senza proferire parola e va ad infilarsi sotto la doccia. Mi metto a guardare la sua scarpa sinistra adagiata sul lato, è inconsapevolmente ed irresistibilmente sensuale ed ora dovrei pensare a lei, Viviana intendo, che viene fuori dalla doccia e gode dei canonici cinque minuti di relax, stesa sul letto completamente nuda; oppure dovrei pensare a lei, Sara intendo, mentre muore come dicono sia morta, dovrei pensare a come teneva composta le mani sulle gambe quella sera nella mia auto, mentre le davo un passaggio; invece chino la testa e torno a lavorare sul colore ed uno schizzo va a macchiare il giornale, la foto, la didascalia e l'unica cosa alla quale riesco a pensare è che quello schizzo, con quell'angolazione e quella sbavatura perfetta sembra sangue. Sembra proprio sangue.
Annunci

Dì qualcosa

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: