ве́тер

Because the wind is high it blows my mind

Da piccola credevo che il vento fosse causato da un’accelerata rotazione terrestre, me ne stavo per ore affacciata alla finestra con l’espressione di un passeggero ansioso nell’auto di un guidatore spericolato. E canticchiavo dentro di me quella canzone che mi aveva insegnato mio padre, in cui il vento fischia e qualcuno ha le scarpe rotte e io sperimentavo qualcosa di molto molto simile alla melanconia.
Qualche anno più tardi ho scoperto che queste teorie ingenue si chiamano misconcezioni e si superano con il progredire dello sviluppo cognitivo, non che abbia mai approfondito alcuna teoria sull’origine dei venti, ma insomma, non sto più lì ad immaginarmi la terra che gira all’impazzata, con tutte quelle linette tangenti che si disegnano nei fumetti per dare il senso del movimento. Solo che tra tutti gli agenti atmosferici, il vento è quello che tuttora mi appassiona di più: il sole dalle mie parti lo si dà quasi per scontato; la pioggia è noiosa, soprattutto se non hai la patente e la tua città ha sempre tutti i tombini intasati; la neve è melliflua e anche un po’ angosciante – ho sempre la sensazione che blocchi il paesaggio come in una fotografia e, sarà che non ci ho mai preso tanta confidenza, per il bene del mio umore instabile, ne faccio volentieri a meno. Il vento, invece, oh il vento, ha qualcosa di umano, la mutevolezza del temperamento, la pervasività, sì, ha qualcosa di umano.
È per questo che in giornate come quella di oggi, me ne starei semplicemente zitta e ferma, ad ascoltare le porte che sbattono nella casa accanto, le foglie secche che volano, per poi dare, ogni tanto, una sbirciatina in giardino e vedere gli uccelli, sospinti dalle raffiche di vento nella direzione opposta a quella verso la quale volano, perché ho un rapporto strano con la natura e sono anche ornitofobica e da scene del genere riesco sempre a trarre un po’ di divertimento.

Anne Horst - Summer in a day

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7 thoughts on “ве́тер

  1. iggy ha detto:

    ih, come ti capisco..
    ah, come t’invidio.
    oh, come capisco gli uccelli..
    (uh, come non li invidio!)
    eh, quanto mi manca il vento qui nella pianura circondata dalle montagne più alte del continente..

  2. rideafa. ha detto:

    ecco. per esempio quando uno dice che è metereopatico, che detto tra noi che cazzo significa suvvia non l’ho mai capito a parte si va be che uno ci è particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici, forse allude al fatto che il vento quando soffia forte crea i cerchi attorno alla testa; che poi convenzionalmente si dice, ci ho mal di testa.

    a me, almeno, il vento quando è fortissimo che proprio lo senti e si fa di quei discorsi, ecco a me il vento eccessivamente verboso fa venire il mal di testa.

    ohi. avete passate un buon natale. a proposito.

  3. ninA ha detto:

    io al vento invece gli sto simaptica. Infatti io ricambio e glielo dico anche.
    Mi mette di buon umore e mi manda via la tachicardia. Che io ho la tachicardia con l’afa.
    Al mare, per dire, se non ci sta muoio di caldo anche se è aprile e me ne vado. In città sento troppo lo smog e mi brucia il naso. Soprattutto se aspetto il 29 sulla tiburtina per più di venti minuti. Cioè sempre. O quasi. Ma non volevo scrivere 29, bensì 19. Oibò.
    In campagna e in montagna l’effetto che mi fa lo dico la prossima volta che tra poco devo andare a prendere il 19. O quasi. Si.
    Ah, questa cosa delle misconcezioni è molto interessante. Approfondisco.

    • FrancesGlass ha detto:

      Se al mare c’è il vento, mentre tutti si lamentano e cercano di tenere a bada i capelli, io mi stendo a pancia in giù e dormo duetreore. Uh, che bello anche solo pensarci!
      Da me smog ce n’è poco, l’unico inconveniente è che mentre aspetto il 23 c’è un esercito di anziani petulanti che aspetta con me, ma quando c’è vento forte restano a casa e io posso ascoltare musica senza dover togliere l’auricolare ogni due minuti per rispondere a domande futili. Pollice in su per il vento, dunque!

  4. rideafa. ha detto:

    bòh, normale credo. anche se nollosò che significa normale. diciamo lineare, ma non di linea che manco in ‘bruzzo scherzano in quanto a calorie specie se una è sottopeso di suo, mica per impegno. eh ma il concetto di “giuro mangio che ne so sarà la costituzione (?)” non entra in testa. va be. alla fine, pace. ho fatto spallucce e ho mangiato.

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