Puntinismo di Marzo

Sì, ti prenderei ascoltando i Jam
di prepotenza in un parcheggio.
(Numero6)

• Su certi mesi rifletti più a lungo, quasi inutilmente: alcune cose si perdono comunque nel rotolìo dei giorni che, a primavera, si sa, passano più veloci. Poi la tua migliore amica viene fuori con un libro in regalo, La noia, e tutto assume nuovamente la giusta lentezza.

• Finalmente magliette e scarpe di tela, via i cappotti. Nessuno ti crede quando dici che d’inverno ti stanchi di più a camminare perché tutti gli indumenti ti pesano, ti pesano tantissimo. Nessuno. Tutti sorridono come se stessi scherzando.

• Marzo finisce con l’inizio del trailer di quella che sarà la tua vita, in un futuro che si appresta a compiere la maggiore età e diventare presente. Non sai ancora se ti piace in tutto e per tutto, però, hai sentito che colonna sonora? E hai visto che fotografia?

• Per la prima volta in vita tua, hai paura di cadere da una scala, ma questa è solo una di quelle cose da ricordare come l’eclissi totale, si spera.

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6 thoughts on “Puntinismo di Marzo

  1. kovalski ha detto:

    ascoltare i jam di prepotenza suona molto a tono direi 🙂

    mi sfugge solo il concetto di futuro che ha diciott’anni ormai… ma devo dire che suona bene, anche se non capisco 😀

    • FrancesGlass ha detto:

      Io ho interpretato il “di prepotenza” in riferimento a “prenderei”…punti di vista 😀
      Il futuro diventa grande e si trasforma in presente, ma forse m’è venuta in mente perché avevo la tv accesa e qualcuno si rivolgeva a dei ragazzini con la trita frase “voi siete il futuro”…associazioni strane che quasi m’imbarazzo a spiegare 😛

  2. kovalski ha detto:

    ah, no, ecco, che allora così va bene. non sono io che non capisco. è che sono obliqui i riferimenti. allora ci sta tutto dai 🙂

  3. rideafa. ha detto:

    uh, epperò che còsa bellina trovare i numero6.
    io ad esempio in questi giorni ci ho inmente “é una cosa davvero troppo grande perchè il mio sguardo la possa osservare nella sua totalità con un distacco sensato”.
    rocambolesco, come ogni finale.

    chissà se cadere dalla scale senza farsi troppo male, ovvio, compensa il passarci sotto una scala.
    chissà.

    • FrancesGlass ha detto:

      Basta cadere e non farsi male una sola volta, per restare immuni ai passaggi sotto-scala per tutta la vita, secondo me.
      Proprio ieri sera parlavo nuovamente di scale, ché a casa mia, ho scoperto solo ieri appunto, hanno tutti paura di andare oltre il quarto gradino e io invece ci salgo sempre volentieri perché la tua casa da un’altra prospettiva è una cosa troppo preziosa per averne paura.

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