Cedevolezze

A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito. Questa è la notte e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno eccetto la mia stessa confusione.
(J. Kerouac – Sulla strada)

Ogni dettaglio, il pezzo di un puzzle, ma anche un pezzo autosufficiente. La mia memoria fa sempre un gran bel lavoro.
Ed è un puzzle che mi sembra strano, quasi riduttivo, ricostruire per soddisfare il desiderio di vederli così, nero su bianco, tutti quei dettagli.
Tra l’altro, con queste palpebre pesanti di migliaia di chilometri e di andirivieni,  è persino difficile riuscire a far entrare tutto nella medesima cornice di senso.
Ma cedo alla paura di dimenticare il sapore di quella birra, bevuta in silenzio, guardandosi intorno, con tutte quelle persone e la loro lingua a me così sconosciuta da ascoltarla come fosse musica; i contrasti cromatici tra i palazzi grigi abbanodnati e quelli dipinti d’oro; l’odore dei dolci, persistente nelle narici anche dopo ore; la sensazione di chiedere indicazioni ai passanti e sperare che l’idioma in comune possa davvero permettere una comunicazione efficace; il colore di tutti gli occhi che ho fissato, il colore e la loro forma, anzi soprattutto la forma, spiovente, a formare un’involontaria espressione triste e, al contempo, sorridente; l’epifania riguardante la mia sotterranea, timida filantropia, alla vista di quel tredicenne con quello zaino e quel modo di guardare nel vuoto, so di averci guardato anch’io, a volte, proprio nello stesso identico Vuoto. Oppure dimenticare, per esempio, il momento in cui il fiume stava davvero per diventare blu e io tiravo un sospiro di sollievo pensando a tutta quella sconcertante, fantastica lontananza dalla mia vita, mentre le luci si rispecchiavano nell’acqua in quel modo in cui è semplice mettersi a giocare al test di Rorschach e io ci vedo questo, tu invece cosa ci vedi? Ma davvero? Eh, mi sa che hai ragione. Essere colta, infine, dal rimorso di non aver fotografato quella scena, in mattinata, quattro quindicenni silenziosi, otto piedi nudi, ed una sola scacchiera al centro, il sacro altare della vita in periferia e della pace senza tempo.

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11 thoughts on “Cedevolezze

  1. kovalski ha detto:

    è una delle frasi sottolineate sulla mia copia di sulla strada, quella.

    e peccato, per la foto. sarebbe stata da guardare.

    • FrancesGlass ha detto:

      Ho sempre pensato fosse un po’ il succo di tutto il libro, o almeno la spiegazione delle dinamiche generali.

      È che vorrei avere un impianto fotografico nell’occhio sinistro (quello che ci vede meglio) per fare tutte le foto che voglio senza che lo sappia nessuno. È questo il mio problema.

      • kovalski ha detto:

        il succo di tutto il libro per me è l’ultima pagina. quella frase infinta di una pagina intera. e i lunghi, lunghissimi cieli sopra il new jersey…. 🙂

      • FrancesGlass ha detto:

        Quella è uno splendido finale. Ma io prediligo le perle timide, quelle nascoste tra le pagine 😉

        Ancora quell’avatar orrendo, ti pregooo -.-

    • kovalski ha detto:

      e dillo a wordpress. che mica lo so perchè mi rifila quello sgorbio quando non sono wordpress-ato….

      • FrancesGlass ha detto:

        ma se tu metti la tua mail, anche senza essere wordpressato, esce la k. e non quello sgorbio orrendo in quella posizione altrettanto orrenda 😀 #pignoleriaportamivia

  2. rideafa. ha detto:

    io una vòlta mi è venuto di pensare che la fòto più bella è quèlla che ci hai in mente e non hai mai scattato. allora non è un fatto di fantasìa, ma pròprio di immàginazione.

    immàginarla nitida ogni volta e riuscire poi a descriverla, dandole fòrma.persìno l’odore te lo ricordi.

    io una vòlta ho pensato questa còsa e non lo so, poi non ci ho più pensato ché magari era una còsa scièma.

    però leggendoti l’ho pensàta, di nuovo e tutta assième.

    non so: fòrse penso due volte còse scième.

  3. kovalski ha detto:

    no, se ci metto la mia mail mi chiede di loggarmi a wordpress. credimi, è ‘na sola, wordpress per noialtri che veniamo da altre parti….

    • FrancesGlass ha detto:

      avevo un blog da quelle parti un sacco di anni fa, poi lo abbandonai per passare a splinder….pensa te quanto mi piaceva blogger -.-

      • kovalski ha detto:

        io avevo un blog su splinder. più d’uno anzi. per tipo 8 anni. prima che collassasse. vedi te quanto preferisco blogger 😛

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