Puntinismo di Luglio

C’è una separazione tra mente e corpo, e,
se sì qual è meglio avere?
(W. Allen – Bollettino primaverile)

Alessandro Baronciani

• Cosa vuoi fare da grande? L’aggettivo, è ovvio.

• Mi dice che ha smesso di bere, per sempre. Lo guardo: ha un negroni in mano. Poi mi dice “Ehi tu, donna dal nome celtico”. Rido molto e anche lui, così tanto che la faccia gli si comprime in una smorfia che sembra di dolore.

• Chi glielo spiega a Guccini che il tipo da lui descritto in quel pezzo non è antisociale, ma schizoide?

• È un periodo di raccolta: di ognuno ti porti dietro un dettaglio, una contrazione muscolare, l’appiattimento dei polpastrelli, l’eloquio cadenzato, il modo di muovere la testa mentre balla. Uno splendido collage, da portare ovunque e riguardare come se si trattasse di una sola persona. Perfetta.

• Guardi il mare in tempesta dalla fine della terra, dallo stesso scoglio dal quale volevano suicidarsi, in auto, i genitori di Alberto, o meglio il padre di Alberto. E la madre continuava a ripetere “Fammi scendere, matto. L’ho sempre saputo ch’eri fuori di testa!”. Il sorriso di Alberto mentre ti descrive per l’ennesima volta la scena è aperto, bellissimo. E i suoi genitori sono ancora vivi: ciao Elena, ciao Giuseppe.

• Tuo fratello ti dice che sembri un oste pazzo, per il modo in cui tieni in mano le bottiglie di alcolici. E poi ti mostra l’unico ciclista che non sia inguardabile, forse aspettandosi i commenti da oste pazzo davanti al calendario pirelli. Ti limiti a dire che esteticamente sembra che imiti Paul Weller e che continui comunque a preferire quest’ultimo.

• Tutto pronto: biglietti, umore, libri. Sei quasi pronta per lasciare le zavorre. Ti senti come l’Ampelmann verde, in pratica.

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20 thoughts on “Puntinismo di Luglio

  1. ilbuendia ha detto:

    -grazie a un ciclista inglese che fino all’altro giorno non avevo mai sentito nominare e al Tour de France (che non seguivo dai tempi di Pantani) ho ripreso ad ascoltare i Jam e tirato fuori la t shirt con il simbolo della RAF. Le basette già c’erano.

    -per anni ho cercato di capire se io fossi il sociale o l’antisociale di Guccini. SOno passati più di dieci anni da quando l’ho ascoltata la prima volta e ancora mica lo so.

  2. kovalski ha detto:

    tutto pronto.
    biglietti, umore, libri.

    è solo la meta che sbagli. 😀

  3. esercizidipensiero ha detto:

    evvai cara, via forte. viavia, a guccini glielo spiego io, non ti preoccupare che andando in vacanza ci passo di lì da lui.

  4. Margherita ha detto:

    Io, potendo scegliere, farei l’avverbio.

    • FrancesGlass ha detto:

      ma…vuoi mettere che bello sarebbe “ah, sì, molto margheritiano”?
      l’aggettivo è una gran cosa 🙂

      • Margherita ha detto:

        E’ arrivata e se n’è andata, molto margheritamente.
        No, non fare così, prendi sempre tutto troppo margheritamente.
        Il mio sogno? Vivere margheritamente.

        Dai, non è male nemmeno l’avverbio. 🙂

      • FrancesGlass ha detto:

        Sarò sincera: tengo per gli aggettivi perché il mio nome come avverbio è inascoltabile.
        Col tuo, invece, ci sta alla grande! 🙂

  5. rideafa. ha detto:

    ùh, io intanto il 30 luglio ci ho prònto il vàccino anti-còlera.

    è già tanto, vè?

    uh, quale meta? indòve vai, Frances?

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