Tango sensoriale

 

Kathe Kollwitz – The kiss

Il dolore è un corridoio buio, il trucco è saper trovare l’interruttore con sufficiente acutezza tattile, accendere la luce e guardarsi intorno.
Il corridoio resta lì, ma quante cose belle che vi si possono trovare. Ci sono tre appassionate di gin, che amichevolmente chiamano Jimmy, che vedo zoppicare a tutti i funerali di famiglia, hanno settant’anni, sono sorelle e sono felici. Ci sono i gabbiani sul fondo e la telefonata che ho aspettato con più impazienza: camminare su e giù vicino alla porta della biblioteca, dire parole che mi sarà difficile ripetere con tanta franchezza e, infine, sorridere perché bisogna saper perdersi, perdersi e ritrovarsi. Ci sono treni che scivolano su e giù per lo stivale, veloci, a portarmi calore. C’è il pensiero di quella mattina di calma sul letto, mangiando cioccolata e ascoltando l’overture della Carmen. Ci sono i pesi specifici di tutti gli abbracci che mi sono rimasti impigliati sulle spalle. C’è l’odore di buono di quelle mani che mi hanno preso il viso e, in un attimo, sono riuscite ad ammorbidirmi l’espressione. Ci sono questi miei occhi scuri che guardano, soppesano e apprezzano la bellezza. Come prima, forse di più.

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10 thoughts on “Tango sensoriale

  1. esercizidipensiero ha detto:

    C’è tutta questa bellezza di parole, poi.

  2. kovalski ha detto:

    ((( )))

  3. Topper ha detto:

    La cioccolata aiuta sempre.

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