Piccole cose estive

Is this it?

Partì quella canzone che lui definì odiosa, il cui titolo venne utilizzato da lei il giorno successivo come oggetto della mail in cui si scusava di avergli annusato la pelle e di aver pensato, per un attimo, che in alcuni casi c’è una sola logica conclusione ad una serata di musica e caldo e corpi che si sfiorano.
Partì quella canzone, lui la definì odiosa e lei propose di andare un po’ in spiaggia, a riposare. Il cielo era striato da colori più chiari e il mare era una distesa d’olio, la canzone odiosa era ormai attutita. Sabbia fresca, sabbia fresca dietro la schiena, tra le dita, sotto i piedi. Sabbia fresca ad avvolgere il calore di quei due corpi. Le teste vicine, con gli sguardi rivolti all’insù. Poche parole, biascicate, risate trattenute tra i denti, di quelle che provocano solo piccoli spasmi della gabbia toracica. Risate gaussiane che si risolvono in un sorriso, identico su entrambi i visi, ed uno sguardo veloce. Stiamo qui ancora un altro po’? Non vorrei essere altrove. Non è vero, lo dici tu stessa di voler essere sempre altrove. A volte mento benissimo. Cosa c’entra ora il tuo mento bellissimo? Io mentisco, tu mentisci, noi mentisciamo e ora non vorrei essere altrove, tu neanche.
Partì quella canzone, lui la definì odiosa e lei propose il classico allontanamento di decompressione, prima di rincasare. Si presero per mano per attraversare il torrente di persone che si muovevano, ognuno secondo il proprio ritmo interno, come succede a chiunque dopo una congrua assunzione di alcool; non era un semplice prendersi per mano per non perdersi, era la mano di lei sulla mano di lui sul fianco di lei; era distinguersi come unità tra le monadi. In spiaggia, solo la delicatezza del respirare in sincrono e gli sguardi all’insù per non guardare il polverone che stava per sollevarsi, risucchiando tutte le parole che, normalmente, sarebbero fluite sulla strada del ritorno. C’era quella canzone odiosa, in lontananza e mancavano solo due minuti al momento che avrebbe fatto andare tutto a rotoli.

Annunci

11 thoughts on “Piccole cose estive

  1. kovalski ha detto:

    ci sono le volte che ci si può innamorare, immedesimandosi in ciò che si legge.

  2. Topper ha detto:

    E’ come se avessi vissuto quello che scrivi. Anzi no, l’ho vissuto realmente e so pure cos’è stato a mandare tutto a rotoli. Ho anche la canzone odiosa e sono curioso di conoscere quella di cui parli.

Dì qualcosa

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: