Sosta

Fermo ad una piazzola di sosta, col finestrino abbassato ed il vento che gli inondava le orecchie, con il mento appoggiato sul volante in mezzo alle mani sudate e la schiena incurvata dall’indecisione, pensava alle prossime ore.
Non sarebbe bastato restare fermi in quella piazzola né cercare di tornare indietro: il futuro avrebbe continuato ad aspettarlo lì, all’uscita 11A. Avrebbe dovuto prendere delle scelte, fare dei discorsi, trattenere le lacrime e, per arginare quelle altrui, eventualmente, offrire una spalla e poi andare via senza voltarsi; oppure avrebbe dovuto prendere delle altre scelte, cercare la calma nascosta nella furia di certi discorsi, cercarla e farla venire a galla ed usarla come salvagente, trovare dei punti di incontro, trovare un punto di arrivo, allargare le braccia in segno di armistizio e consentire il passaggio del calore da una bocca all’altra; oppure non avrebbe dovuto prendere alcuna scelta, e quindi tenere tutto dentro, dare dei baci senza carattere, accendere la tv e addormentarsi, come al solito, sul lato sinistro del divano.
Nel frattempo, si accesero le luci dei lampioni: non avrebbe saputo quantificare il tempo in cui era rimasto lì, in quella posizione di chi è già sconfitto prima di combattere. La radio aveva continuato a ronzare le solite banalità musicali ma, solo nel momento in cui gli sembrò di riconoscere una melodia conosciuta, fece caso al fatto che fosse ancora accesa. Run run run.
Distese la schiena e pensò al pomeriggio in cui, spalmato sul divano insieme ad una sua amica, l’aveva ascoltata ripetutamente, per ore: dopo la terza o quarta volta, nessuno dei due ne aveva più voglia, ma l’erba deviava i comandi che il cervello mandava ai muscoli e né l’uno né l’altra erano in grado di allungare il dito e premere stop. Ecco, era la stessa sensazione, ora, fermo a quella piazzola di sosta, più avanti l’uscita 11A e tutte quelle cose, un tempo considerate gradevoli, delle quali non aveva più la minima voglia.

One thought on “Sosta

  1. Topper scrive:

    Dentro di sé quelle scelte le aveva già fatte. O subite.

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