Puntinismo di Settembre

• Impari tante cose in pochi giorni, impari quelle cose delle quali hai tanto sentito parlare, ma ora te le trovi davanti e le capisci davvero. Impari che le persone sono più inclini a fidarsi di te, se tu dimostri di fidarti di loro per prima. Impari che il timore automatico che si prova verso qualcuno che ha fatto male agli altri o a se stesso scompare nel momento in cui intravedi la faccia in ombra della sua umanità. Che, a volte, per fare bene basta agire spontaneamente e poi, con calma, ripensare e valutare quelle azioni. Che anche quelle relazioni che ti sembra difficile far crescere si nutrono dei buongiorno e dei comestai e di quei silenzi condivisi nei quali dimostri di non essere a disagio. Che la forma del sorriso di alcuni uomini si fa indescrivibilmente morbida quando ricordano un amore impossibile e abbandonato nella cesta dei ricordi sporchi

• Hai una mano sul viso che ti tappa bocca e naso. Non è la tua mano. È la stessa mano che ti spinge e ti schiaffeggia. È una mano che credevi di conoscere e invece ne avevi totalmente ignorato l’essenza, il nucleo centrale. Dopo, non ti senti avvilita o triste, ti senti sporcata, per la prima volta nella tua vita, sporcata e arrabbiata. Tornata a casa, fai una doccia di un’ora, ascolti Leonard Cohen e lasci che le mani, le tue, quelle che ti hanno difesa senza che fosse il tuo cervello a controllarle direttamente, lasci che quelle mani ti scorrano su tutto il corpo. Morbide, accoglienti e consolatorie mani che impari a conoscere soprattutto nei momenti di inaspettato dolore.

• Ti addormenti al sole, come se fosse ancora estate. Sogni di seguire una te bambina su un sentiero nel bosco che conduce ad una piazzetta panoramica a picco sul mare. Ti dice che ha paura e tu le rispondi che ti stai esercitando a non avere paura della tua stessa paura. Lei trotterella indietro sul percorso, coi capelli lunghi e morbidi che le fanno delle curve dietro la schiena, mentre tu resti lì a stupirti dei riflessi dorati che il sole al tramonto riesce a creare sul mare. Quando ti svegli, hai freddo e l’autunno ti fa immediatamente venire voglia di tornare a casa, sul tuo divano, tra i tuoi libri.

• Ci sono persone che sono troppo lontane. Mentre tu vorresti le stanze piene del loro profumo.

• “Se tu mi fai toccare il tuo pancino, io ti faccio toccare il mio pisello”. Sbrigati ad inglobare quest’adorabile bimbo, periodo di latenza.

2 thoughts on “Puntinismo di Settembre

  1. edp scrive:

    Hai cominciato, cara. E con il piede giusto sembra. Mi pare di vedere me un secolo fa, era settembre, arrivavo all’ospedale in bici e sentivo che star con quei sorrisi, in quelle stanze, era il regalo più grande che la vita mi avesse mai fatto.

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