Puntinismo di Novembre

• Quella sera che era ancora sera, quando sei arrivata, saranno state le otto o forse le nove, quella sera che d’un tratto è diventata notte fonda e tu non hai visto quella trasformazione lenta, anche se eri sveglia. Saranno state tutte quelle risate a coprire lo scorrere del tempo. O forse la felicità, forse solo la muta neonata felicità.

• Non hai mai smesso di cercare i tuoi Posti nel mondo, forse hai esitato per qualche mese, ma non hai mai smesso veramente e ora ne trovi di continuo, di Posti per te, in questo mondo. E che tu sia in una sala a specchi ad allenare i muscoli o nel cortile di un locale a ridere con un amico, che tu sia a casa da sola o in auto nel traffico, senti di essere sempre al posto giusto. Senti il viso che si distende, senza che tu glielo abbia ordinato.

• La mattina varchi la soglia di quell’antica masseria, sorridi a tutti dispensando saluti e il mondo fuori diventa una cosa piccola, piccola e gestibile. “Hai presente quando da bambino non riesci a prendere sonno e sei disperato e vuoi solo che la mamma ti tenga la mano? Stanotte ho sognato di non riuscire a prendere sonno, poi arrivavi tu e mi passavi l’indice lungo l’attaccatura dei capelli e mi dicevi che l’insonnia è una cosa da veri sognatori. Chissà che cosa intendevi.”

• E quando un poliziotto le intima di non ridere, lei risponde “Va bene, allora invece di ridere con lei del sistema, vado a ridere di lei col vicino”. Le tue amiche e la loro forza dirompente. Come non amarle.

•  Hai avuto due percezioni contemporanee ed opposte: tutta quella gente intorno era ferma, immobile, delle statue di cera, mentre voi vi muovevate furiosamente, lasciando che le mani fossero libere di andare ovunque; eravate fermi, immobili, in un incastro perfetto di arti ed intenzioni, mentre la gente intorno si muoveva perfettamente a ritmo, voi due fermi, immobili, nel mezzo di una marea di persone in movimento, perfettamente sincronizzate.

Sky and sand è la canzone da vestizione di questo mese. Accenni qualche passo di danza, mentre ti vesti davanti allo specchio, hai riguadagnato tutto ciò che avevi perso, non sembri più un’ombra. E stai bene, ora puoi dirtelo sorridendo.

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