Dei punti interrogativi

Stephanie says
That she wants to know
Why it is though she’s the door,
She can’t be the room.
(Velvet Underground – Stephanie Says)

Vorrei parlare di questa cosa della quale forse è meglio non parlare, ma come faccio a non parlare del bisogno di parlare, proprio ora che per parlare e ricevere un consiglio saggio dovrei trovare altra gente con cui parlare perché tu non ci sei più, o forse ci sei troppo di più, ma di sicuro non ci sei per parlare di quelle cose di cui proprio a te non dovrei parlare e poi, anche se ci decidessimo a parlare, i tuoi consigli potrebbero anche lontanamente definirsi saggi? Vorrei parlare di questa cosa che non ho più fiato, ma ho tanti punti interrogativi che non so più dove posizionare tra le parole e quindi me li tengo in testa, là dove conservo i ricordi di noi che parliamo, di noi che parliamo troppo, di noi che non parliamo abbastanza e, lo vedi, c’è un enorme punto interrogativo sul tuo viso in quel fotogramma in cui mi stai parlando di quelle cose di cui sono sicura tu mi abbia parlato, ma forse ora non lo sono neanche tanto più. Sicura. Punti interrogativi ovunque, sparsi su un percorso lungo tredici anni e io così miope da inciampare su ognuno di loro e tu così distratto che neanche te ne accorgi che, mentre parliamo, ad ogni tua affermazione, io spargo punteggiatura di questo tipo. E ora ci vorrebbe un attimo per calmarsi e parlare di tutt’altro, parlare, per esempio, di quella volta in cui mi hai detto che io ero molto simile a Stephanie Says ed eravamo piccoli e non c’eri ancora per davvero, non c’eri ancora per parlare e non c’era ancora nulla di cui parlare. Vuoi vedere che a furia di incartarci tra le parole abbiamo provocato solo un enorme disastro, una cosa che tredici anni fa era un piccolo battito d’ali e ora è una catastrofe, una di quelle cose che succedono dall’altra parte del mondo e non te ne accorgi, io sono la tua altra parte del mondo e tu sei distratto e io parlo troppo e io sono stephanie says e tu sei il mio punto interrogativo preferito, ma io, forse, ora, semplicemente, me ne andrò a domire.

6 thoughts on “Dei punti interrogativi

  1. kovalski scrive:

    il k pensa che dopo 13 anni sia ora.

  2. romolo giacani scrive:

    Parole come se piovesse!

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