In un giorno di luglio

Ero piccola, pallida, matricola, con una mamma ed un lavoro da segretaria, ero la caregiver di una tartaruga appena nata, col carapace ancora morbido, ero appassionata di caffè lungo e Lucky Strike, erano dieci anni fa. Era tutta un’altra storia.
Non conoscevo Wallace, non amavo Eggers, leggevo solo classici e ascoltavo solo punk e Belle&Sebastian, la vita mi si parava davanti come un lungo tappeto ricamato a mano, tutto arrotolato, del quale non riuscivo a cogliere misura, colori, decorazioni, nulla. Nutrivo ancora la ragionevole idea di poter fare tutto, di poter diventare tutto. E tra tutte le cose che sentivo di poter fare, tra tutte le mille possibilità che ero convinta la vita mi avrebbe regalato, mi è capitato questo strano giorno di luglio, quei giorni in cui c’è un prima ed un dopo, uno spartiacque dopo il quale è tutto diverso. Quello strano giorno di luglio e la nascita di ciò che io considero il mio primo amore da adulta, anche se adulta non ero e non immaginavo tutte le onde altissime contro le quali avrei nuotato negli anni a seguire, ma anche se ne fossi stata messa al corrente, forse, non avrei avuto paura. Ero un’altra persona, non ero ancora una persona completa. Ma quando ho ascoltato i Kills, quando mi sono stesa su quel letto, quando ho chiuso gli occhi, in quello strano giorno di luglio, sentivo di aver trovato il mio posto nel mondo.

Soundrack: The Kills – Kissy kissy

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