Dei tramonti di mezza estate

Nella luce del tramonto, in un pomeriggio di metà luglio, molte verità che aveva dimenticato le tornarono alla mente. Cercava di guidare nonostante quel riflesso dorato che il sole le sparava negli occhi, l’abitacolo era sommerso di un rap italotunisino selezionato dal giovane suo passeggero, il telefono magicamente non squillava e quella coltre d’ansia dei giorni precedenti si era leggermente dissipata. Così, quasi come se fosse successo all’improvviso, come la perdita istantanea di una cataratta emotiva, ricominciò a guardare il mondo intorno a sé, quelli angoli che non le appartenevano e che erano portatori della bellezza intrinseca della voglia di vivere: due garzoni sull’uscio di una panetteria che chiacchieravano allegri e chissà cosa si dicevano, il sorriso di quel ciclista che le passava davanti, i bambini sul piazzale che davano gli ultimi calci al pallone prima dell’ora di cena, un bacio veloce tra due sconosciuti sulle strisce pedonali.Si sentì di nuovo immersa in un mondo promettente e non più minaccioso, un mondo in cui piccoli atti di grazia le apparivano nuovamente possibili, anche se aveva tanto lavoro da portare a termine, anche se il denaro scarseggiava più del solito, anche se l’accesso ad alcune stanze del passato le era ormai negato. Nonostante queste e altre minuscole note stonate che, per troppo tempo, le avevano procurato solo tristezza, adesso le appariva assai chiara la melodia di fondo di quella giornata e di quelle che sarebbero seguite. Una melodia di gratitudine per tutto ciò che aveva, per i pensieri che la sua mente continuava ad elaborare, per le persone che erano giunte da posti e tempi diversi per riempirle la vita d’amore. No, forse sarebbe iperbolico definirla felicità, la cosa che provava mentre guidava verso casa, ma era sicura che, se mai fosse possibile dare una definizione precisa di quel rompicapo che è l’essere felici, beh allora quello che provava in quel momento era qualcosa di molto, molto vicino. Per un giovedì pomeriggio, decise, tanto bastava per avviarsi sorridendo verso la fine della giornata. 

Parcheggiò, scese dall’auto e iniziò senza angoscia a pensare al tempo libero serale e a come impegnarlo.

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One thought on “Dei tramonti di mezza estate

  1. kovalski ha detto:

    Splendore assoluto.

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