Hugs’ Geometry

Prendete un pomeriggio d’autunno e i Lali Puna che girano in loop ed i raggi che prima foravano le persiane e che ora, pian piano, si arrendono al buio imposto dal tramonto. Prendete quella strana inclinazione che la vita assume in certe giornate in cui il giudizio e la volontà sono sospese a favore del solo principio di piacere.
È in pomeriggi come questi, sotto ai plaid troppo piccoli per più di una persona, che avviene la vera magia, l’unico vero incantesimo che il mondo sia capace di regalarci: la ferma consapevolezza che, nonostante la varietà della razza umana, nonostante le mille probabilità di non incontrarsi affatto, alle volte capita di ritrovarsi circondato proprio da quelle persone che ci fanno stare così bene da averci fatto pensare, in precedenza, che solo nella nostra mente avremmo potuto godere della loro presenza.
E invece, esistono. Guardate quei corpi abbandonati al sonno, cullati dalla sicurezza data dalla similarità, avvolti dalla totale assenza di aspettative gli uni verso gli altri. Guardateli prima che la stanza diventi totalmente buia e poi chissà, sotto quel plaid, poi chissà cosa succede. Guardate, per ora, la perfetta geometria degli abbracci.

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2 thoughts on “Hugs’ Geometry

  1. kovalski ha detto:

    ma che bellezza!

    ps: indovina a quale concerto sarà il k, domenica prossima?

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