Each coming night

Tornata a casa presto, con l’impellenza di sporcare qualche riga.
E, invece, davanti al foglio bianco che riflette qualsiasi incertezza, ti ritrovi a considerare il fatto che tutte le parole che vorresti dire, che vorresti pensare, se ne stanno coagulate in un angolo del cervello che non riesci a raggiungere razionalmente. E tutti i pensieri che vorresti concludere restano inevitabilmente sospesi, grumi di noioso pessimismo che non riesci a sciogliere, nemmeno nel caldo di una sera di fine estate, con una birra davanti; nemmeno con la consapevolezza di avere sigarette e tabacco a sufficienza per passarci una nottata, seduta in poltrona, con un libro pessimo da leggere.
I libri pessimi sono quelli che ti tengono maggiormente sveglia e che maggiormente ti fanno venir voglia di sigarette. Caffé lungo e sigarette, il luogo comune al quale puoi decidere di cedere se il sonno, almeno per oggi, sembra proprio un cattivo alleato.
E ancora niente, nessun pensiero illuminante, solo la tua Lucky Strike che si consuma sul portacenere di vetro, solo la lampada da scrivania che continua a ronzare, solo una gran voglia di lasciare frasi in sospeso e di cambiare idea repentinamente.
Rivalutare, dunque, l’idea di andarsene a letto. Ora

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5 thoughts on “Each coming night

  1. spartakistas ha detto:

    Che è l’unica cosa intelligente da fare. Compri, Giovane, delle sigarette pessime. Pure Vasco Rossi le compra e già di per sè sta cosa dovrebbe farti riflettere.
    Ricordati che c’abbiamo delle cose da iniziare…

  2. FrancesGlass ha detto:

    Lucky Strike = Paul Weller = :Q_____

    P.S. chi è Vasco Rossi? O_o

  3. Ossimorosa ha detto:

    Quando fumavo prediligevo lucky strike, e gauloises rosse. Non sono per niente pessime.

  4. spartakistas ha detto:

    Che vordì?
    Ho fumato pure le Muratti.
    Cinque insieme, eh, ma anche le Muratti.

  5. FrancesGlass ha detto:

    >Ossimorosa: concordo. Non solo non sono per niente pessime, ma sono adatte per donne come noi. Giovani e decise 😛 (se in Italia si potesse fare pubblicità alle sigarette, sono sicura che sceglierebbero me per ideare gli slogan)

    >sparta: le Muratti mi ricordano mia madre dei primi anni 90 ed anche una canzone di Baglioni che la genitrice ascoltava compulsivamente. Entrambe le cose, non c’è neanche bisogno di aggiungerlo, rappresentano per me la massima realizzazione del trash.
    E poi, sì Muratti, a braccetto con Merit, Ms, Mercedes e Multifilter (guarda caso iniziano tutte per m …) sono sigarette pessime. Al limite del vomitatevole. Le Lucky Strike almeno son forti e non sanno di paglia.

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